Ultime notizie:

Philip Hammond

    Un Corona-budget da faraoni condito con Sunak

    Doveva essere un budget di spese mastodontiche per far fronte ai costi della Brexit e dare il senso di una nuova direzione del Paese. Lo è stato, almeno all'apparenza. E lo è stato più di quanto previsto alla vigilia, data l'emergenza del Coronavirus che sta montando con prepotenza negli ultimi giorni. Un'operazione Babbo-Natale, con investimenti a pioggia in tutte le direzioni per fare contenti tutti e allo stesso tempo rassicurare i ceti più deboli che il Governo proteggerà la popolazione cost...

    – Marco Niada

    E ora si fa largo Boris il peronista

    Diceva Deng Xiaoping : < non è importante che un gatto sia bianco o nero, basta che acchiappi i topi >. Il piccolo (di taglia) grande leader cinese succeduto al patriarca Mao Tsedong, con questo detto simbolizzava una nuova era per la Cina, seguita a un ventennio di ubriacatura ideologica voluta da Grande Timoniere. Basta con le ideologie e le dispute attorno al loro grado di purezza, su cui si costruivano lotte di potere e si mandavano nei lager a rieducare milioni di persone. Tempo di badare a...

    – Marco Niada

    Per il Regno Unito un futuro di pazze spese

    Esiste ormai un'era pre e post referendum sulla Brexit. Certamente ciò vale per il Regno Unito, ma anche in buona parte nel resto del mondo, con l'ascesa del nazional-populismo. Dopo il fatidico giugno del 2016 tutto pare finito sottosopra. La destra dei Tory ha preso il controllo del Governo conservatore? Si, ma quale? Quella di una volta, Thatcheriana, dei tagli alla spesa pubblica, delle privatizzazioni spinte, certamente patriottica ma aperta all'Europa, ideologicamente rigida ma aperta alle...

    – Marco Niada

    Brexit, cosa possiamo aspettarci dal governo di Boris Johnson

    Boris Johnson si è appena insediato come primo ministro del Regno Unito. Ma la sua presenza a Downing Street ha già iniziato a farsi sentire, complicando - ulteriormente - la posta in palio più urgente del suo mandato: la finalizzazione della Brexit

    – di Alberto Magnani

    Johnson vuole un cane insieme a Larry the cat: un "no deal" assicurato

    Cane e gatto: quello della Brexit potrebbe non essere l'unico "no deal" nel futuro di Boris Johnson. Il neo primo ministro britannico avrebbe, infatti, chiesto al proprio staff di avere un cane a Downing Street, insieme all'attuale gatto Larry, un civil servant (dipendente pubblico) "assunto" per dare la caccia ai topi. La porta nera del numero 10 di Downing Street a Londra potrebbe presto divenire lo sfondo del primo accordo difficile dell'era Johnson se, insieme al "chief mouser" Larry the cat...

    – Guido Minciotti

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