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Columbia

    Addio a Mundell, il Nobel canadese architetto dell'euro

    Se, come scrisse Keynes, «gli uomini pratici, che si ritengono completamente liberi da ogni influenza intellettuale, sono generalmente schiavi di qualche economista defunto», Robert Mundell ha avuto il raro privilegio di assistere in vita alla traduzione di una sua fondamentale intuizione in una

    – di Andrea Goldstein e Fabrizio Coricelli

    Dazn, il patrimonio di Len Blavatnik schizza a 31 miliardi di dollari

    L'uomo d'affari nato in Ucraina, cittadino americano e inglese, ha fatto una fortuna immensa nei settori energetico e petrolifero, prima di investire nell'intrattenimento a partire dal Gruppo Warner prima di entrare in Dazn

    – di Roberto Galullo e Angelo Mincuzzi

    Il potere delle "etichette". Le etichette del potere**

    Come sempre, senza "tempi di lettura" Come sempre, il testo è ricco di collegamenti ipertestuali, percorsi di approfondimento e riferimenti bibliografici  ** In questa riflessione non mi soffermerò, almeno in questa parte iniziale, su quelle "etichette" socialmente e culturalmente costruite per (appunto) etichettare / stigmatizzare / escludere / isolare / discriminare chi ci appare e riconosciamo (processi educativi, modelli culturali etc.) come "diverso da Noi", soprattutto per il suo aspetto...

    – Piero Dominici

    Cosa misura esattamente l'Environmental Performance Index?

    L'Environmental Performance Index ( EPI) è un indice di sostenibilità ambientale per quantificare numericamente le prestazioni ambientali di un paese. E' stato sviluppato a partire dal Pilot Environmental Performance Index, pubblicato per la prima volta nel 2002, e progettato per integrare gli obiettivi ambientali delle Nazioni Unite. Elaborato da Yale e Columbia University ha metriche che sono cambiate nel corso del tempo. Nell'ultimo report (qui trovate l'abstract e i metadati) vengono presi in...

    – Luca Tremolada

    Non devi comprendere la vita

    "Il segno più evidente della saggezza è il buon umore" scriveva oltre mezzo millennio or sono Michel de Montaigne, che saggio si può presumere fosse, ma sul cui buon umore è lecito dubitare. D'altro canto il binomio saggezza e buon umore o almeno serenità d'animo è proprio dell'età e della tradizione classica. Al più tardi a partire dal romanticismo diviene prevalente invece l'associazione inversa tra facoltà di riflessione e tristezza - e il saggio "Perché pensare ci fa tristi" di George Steine...

    – Giuliano Castigliego

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