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William Gibson

    Sicurezza, i limiti dell'uso dell'intelligenza artificiale

    Nel secolo scorso c'è stata una pietra miliare nella letteratura per gli appassionati di fantascienza: Neuromante, un libro di William Gibson in cui le intelligenze artificiali venivano usate come spietati guardiani del cyberspazio. Ai giorni nostri, i sistemi di difesa informatica che sfruttano

    – di Giancarlo Calzetta

    Dall'interazione tra uomo e macchine un posto di lavoro collaborativo

    Abbiamo già un'idea di come la digitalizzazione, e soprattutto le nuove tecnologie come il machine learning, l'analisi dei big data o l'internet delle cose cambieranno o stanno già cambiando su larga scala i modelli di business delle aziende. E' giunto il momento di esaminare più da vicino come si

    – di Werner Vogels *

    Da Carbon Altered a Ready Player One: l'eterno ritorno del cyberpunk

    Basta guardarsi intorno per ritrovarselo dappertutto. Non serve nemmeno farci troppo caso; lo si sente, lo si respira. Quasi che le inquietudini intraviste per la prima volta nel "Frankenstein" di Mary Shelley, correva il 1818, le stesse che negli anni '80 e '90 del secolo scorso trovarono una

    – di Emilio Cozzi

    L'eterno ritorno del cyberpunk

    https://www.youtube.com/watch?v=dhFM8akm9a4 Il cyberpunk è tornato. Basta guardarsi intorno per ritrovarselo dappertutto. Non serve nemmeno farci troppo caso; lo si sente, lo si respira. Quasi che le inquietudini intraviste per la prima volta nel "Frankenstein" di Mary Shelley, correva il 1818, le stesse che negli anni '80 e '90 del secolo scorso trovarono una definizione precisa grazie ai William Gibson e ai Bruce Sterling, ebbene, quasi che quelle paure si fossero ripresentate per sald...

    – Emilio Cozzi

    Banca Mondiale, per quattro miliardi di persone la banda larga è ancora un miraggio

    "Il futuro è già qui, solo che non è equamente distribuito" aveva osservato William Gibson. Purtroppo, a quasi cinquant'anni dalla creazione di internet, l'accesso alla rete è ancora molto scarso per oltre oltre quattro miliari di persone. Se, infatti, in  Islanda ci sono più persone online (98,2%) che case con un apparecchio tv (93%), in Eritrea appena l'1,2% della popolazione è online e, in generale tutta l'Africa e buna parte dell'India, arrancano con connessioni lente e troppo costose. No...

    – Guido Romeo

    Cybersecurity: la guerra dei bot esiste ma per ora nelle retrovie

    Machine e deep learning sono tecnologie che vengono usate ormai in tutti i settori, ma in quello della sicurezza informatica sta avvenendo qualcosa che non si vede altrove: le intelligenze artificiali vengono impiegate sia dai "buoni" sia dai criminali nella loro eterna lotta per aver la meglio gli

    – di Giancarlo Calzetta

    La guerra dei robot può attendere

    Machine e deep learning sono tecnologie che vengono usate ormai in tutti i settori, ma in quello della sicurezza informatica sta avvenendo qualcosa che non si vede altrove: le intelligenze artificiali vengono impiegate sia dai "buoni" sia dai criminali nella loro eterna lotta per aver la meglio gli uni degli altri. Ma quindi siamo già arrivati agli scenari visti in Neuromante di William Gibson, con menti artificiali che difendono i dati e gli accessi delle corporazioni? Per chiarirci le idee, a...

    – Giancarlo Calzetta

    Il digitale riletto con la lente di Freud: il perturbante del XXI secolo

    Il perturbante è quella sorta di spaventoso che risale a quanto ci è noto da lungo tempo, a ciò che ci è familiare (Sigmund Freud, Il perturbante) Ciò che è opposto si concilia, che dalle cose in contrasto nasca l'armonia più bella, e che tutto si genera per via di contesa (Eraclito, DK B 8) Il simbolismo religioso ha la capacità di esprimere la coincidenza degli opposti e dei paradossi e guarda sempre delle realtà che impegnano l'esistenza umana (Mircea Eliade) Nel 1919 Siegmund Freud pubblica ...

    – Andrea Granelli

    Vivisezione del mito americano

    Richard Prince non è un pittore e neppure uno scultore, non un land artist tantomeno un perfomer, nemmeno lo si può chiamare artista concettuale e assolutamente non è un video maker, evita le installazioni e - come egli stesso ripete con allarmante frequenza - non sa scattare buone fotografie. In

    – Sofia Silva

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