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Vittorio Giacopini

    Il manuale dell'eremita

    A leggere Il manuale dell'eremita (edizioni dell'asino, Euro 14) di Vittorio Giacopini c'è di che trovare vite da romanzo, storie rubate al rigattiere, un'accozzaglia di divertiti divertissement diversamente difformi dal tran tran quotidiano trasformati dal desiderio di fare, bizzarrie che hanno modificato, slittato, conformato esistenze. Giacopini ordina, in una sintassi senza oracolo, principio e riassunto di anni, scelte, passioni, le vite di alcuni tra i personaggi più strampalati, genial...

    – Mauro Garofalo

    Letale scorrere del grande fiume

    «Passata l'ultima ansa, il grande fiume appare all'improvviso, increspato dal vento». E' una zona di gore e di paludi, un reticolo di canneti e informi banchi d'arena, vicoli ciechi e isolotti, lanche basse e labirinti lacustri, pozze saline e, a tratti, quando spira quel vento di sudeste, che

    – di Vittorio Giacopini

    Michael Walzer, autore del testo qui pubblicato (scritto espressamente per la «Domenica»: anche il titolo non è redazionale ma è suo), sarà uno degli ospiti di «900fest», il festival organizzato a Forlì, diretto da Marcello Flores e dedicato a «Libertà e uguaglianza. La rivoluzione russa e il

    Roma di Vittorio Giacopini

    (una recensione parziale) Il romanzo Roma di Vittorio Giacopini (ilSaggiatore, ?21) è una congiunzione. Una vocale che nelle oltre 400 pagine viene ripetuta e a furia d'essere espirata - repetita iuvant ma certo bisognerebbe sapere, giova a chi? - compone un romanzo-e: con la vocale che ti entra in testa una, due, tre, cento, mille volte, e così lobotomizzante che alla fine si tramuta in "ancora" e ancora e ancora. E ti strozza, o t'affoga, dipende da come je gira a Lucio alias l'abominevole ...

    – Mauro Garofalo

    Corpi, mummie, ossessioni

    Le mummie del Museo sono scomparse, e le strade e il tempo e le percezioni e i pensieri, frammentati in sospensione, si dissolvono. Enter ghost - o qualsiasi cosa sia: un'apparizione, il parto di una mente convulsa, un ectoplasma - e, oltre la sostanza e la mogia grana dei giorni, inizia lo spazio

    – di Vittorio Giacopini

    Sopraffatti dal buio dell'Irlanda

    In una lettera al fratello al tempo dei Dubliners, Joyce la mette lì in modo quasi distratto, ma efficace. Era stupito: «Non è colpa mia se l'odore di cenere, di erbe macerate e di immondizie aleggia sulle mie novelle». Anni impossibili a cercar di piazzare quei racconti, e a far la fame. E allora

    – di Vittorio Giacopini

    Vite ambigue raccontano la storia

    All'inizio, sono soltanto ciottoli levigati dal mare, e sassi morti, e le strida dei gabbiani, alte dal cielo, e le memorie congelate di due che immagini vecchi - un lui, una lei - che guardano distratti un orizzonte spoglio, senza eventi, e vivono di memoria, e reticenze. Le prime immagini del

    – Vittorio Giacopini

    La sinistra prigioniera dell'Io

    Lo scrive quasi per inciso, velocemente. Nel '73, ragionando della débâcle della "sinistra" di fronte al Vietnam, Elvio Fachinelli chiarisce di mettersi «dal punto di vista del futuro», che è «ciò che conta», mentre, nell'immediato, prevalgono la lingua di legno dell'ideologia, i motivi «di

    – di Vittorio Giacopini

    Cinquina senza i grandi editori

    E' stata battaglia fino alla quinta votazione per la scelta della cinquina finalista del 53° Premio Campiello, avvenuta ieri a Padova con il consueto tavolo della giuria dei letterati, presideduto quest'anno dal sociologo Ilvo Diamanti. Il risultato è una cinquina piuttosto anomala: ed è, in

    – di Stefano Salis

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