Vincenzo Barone è direttore della Scuola Normale Superiore di Pisa.

Ultimo aggiornamento: 09 febbraio 2022
  • 23 ottobre 2020
    L’isola che non c’è. Forse c’è. Dipende

    Cultura

    L’isola che non c’è. Forse c’è. Dipende

    Nel suo «Helgoland», Carlo Rovelli ci guida alla scoperta di un mondo pieno di fascino dove la realtà è fatta di relazioni prima che di oggetti

  • 30 luglio 2020
    La gravità, una vera attrazione

    Cultura

    La gravità, una vera attrazione

    La storia affascinante della presenza che agisce sotto di noi e ci tiene con i piedi per terra

  • 25 giugno 2019
    Matematica e fisica: matrimonio sbagliato

    Cultura

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    Matematica e fisica, storia e filosofia: gli anacronistici abbinamenti della scuola gentiliana in vigore dal 1923

  • 17 agosto 2017
    Il futuro è per atenei più eclettici

    Notizie

    Il futuro è per atenei più eclettici

    Mi sono laureato in chimica nel 1976 e anche allora le prospettive accademiche erano limitate. Dopo alcuni anni all'estero, ho avuto una carriera ricca di soddisfazioni alla Federico II di Napoli e alla Normaledi Pisa.

  • 29 luglio 2017
    Errori veri e presunti di Einstein

    Cultura

    Errori veri e presunti di Einstein

    Per garantire un introito al suo collaboratore Leopold Infeld, che non aveva ancora un posto in università, nel 1938 Einstein decise di scrivere assieme a lui un saggio destinato a diventare famoso, L’evoluzione della fisica. Durante la stesura Infeld gli confessò di sentirsi particolarmente in

  • 24 luglio 2017
    La  particella dal doppio «charm»

    Cultura

    La particella dal doppio «charm»

    «Three quarks for Muster Mark!». Nel 1964 il fisico statunitense Murray Gell-Mann si ispirò a questa misteriosa frase tratta da Finnegans Wake di James Joyce per battezzare i mattoni fondamentali della materia, i quark. La parola cruciale nella frase è la prima, three: tre erano infatti i quark

  • 22 giugno 2017
    E se le ruote delle biciclette fossero quadrate?

    Notizie

    E se le ruote delle biciclette fossero quadrate?

    La curiosità, il motore principale della scienza, prende forma in due tipiche domande. La prima, la più seria, è ovviamente: «Perché?». È la classica interrogazione sulle cause, sui meccanismi, sulle leggi di natura, che attraversa tutta l'impresa scientifica. Ma c'è una seconda domanda, più ludica

  • 12 giugno 2017
    Le particelle nate in cantina

    Cultura

    Le particelle nate in cantina

    La scienza non procede linearmente, per accumulo, ma errando (in tutti i sensi), e una confutazione – come insegnava Karl Popper – vale più di una conferma. Guardiamo per esempio che cosa accadde settant’anni fa, in quel 1947 che a buon diritto può considerarsi l’anno di nascita della moderna

  • 22 marzo 2017
    Tempo da cristallizzare

    Cultura

    Tempo da cristallizzare

    Che cos’è un orologio? Essenzialmente è un sistema periodico – un sistema le cui configurazioni si ripetono identicamente dopo un certo periodo, che può essere assunto come riferimento per misurare il tempo. Si tratti di un pendolo, di un pianeta che gira attorno al Sole o di un atomo che oscilla

  • 06 novembre 2016
    Una «leva» per capire il mondo

    Cultura

    Una «leva» per capire il mondo

    La matematica, diceva il grande teorico dei numeri André Weil, non è nient’altro che un’arte, «una specie di scultura in un materiale duro e resistente, come certi porfidi». Ma per quale motivo quest’arte che si esercita su una materia mentale abbia così tanto successo nel descrivere la materia

  • 23 settembre 2016
    Se la natura è senza Dio

    Cultura

    Se la natura è senza Dio

    C’è stato un tempo in cui ragionare sull’universo poteva costare la vita. Il caso di Giordano Bruno, arso vivo nel 1600 a Campo de’ Fiori, è il più famoso ma non l’unico. «Andiamo allegramente a morire da filosofi», pare che abbia detto il 9 febbraio 1619 un altro grande visionario, il salentino

  • 02 settembre 2016
    Verso gli orologi nucleari

    Cultura

    Verso gli orologi nucleari

    Se uno degli orologi più sofisticati di cui attualmente disponiamo avesse cominciato a segnare il tempo al momento del Big Bang, oggi sbaglierebbe di meno di un secondo. È la strabiliante accuratezza degli ultimi orologi atomici, che accumulano un secondo di errore ogni quindici miliardi di anni,