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Toniolo

    Il cambiamento del clima che l'Italia sottovaluta

    La comoda narrazione di una perpetua crisi mondiale ed europea ha contribuito a rendere difficile per l'Italia l'agganciare il grande progresso compiuto dall'umanità nell'ultimo ventennio e rende, oggi, gran parte degli italiani disattenta al rischio di una regressione globale prodotta dal deterioramento dell'habitat umano.

    – di Gianni Toniolo

    Quelle scelte tra figli e lavoro che frenano la crescita italiana

    Una delle sfide principali che l'Italia deve affrontare nei prossimi decenni è crescere - in termini di ricchezza economica e benessere sociale - in una fase di riduzione senza precedenti della popolazione in età lavorativa. Si potrà vincere tale sfida non solo attraverso l'estensione in verticale

    – di Alessandro Rosina

    L'inedita collaborazione fra l'azienda di cucine e il violinista di talento

    Home è una azienda di cucine: omponibili, moderne, classiche, di lusso, in laminato, in legno o laccate. Per un giorno è pronta ad abbandonare  i ferri del mestiere e cercare l'eccellenza altrove, puntando sui migliori interpreti della musica sinfonica e da camera del panorama internazionale. Una collaborazione inedita vede l'azienda di Cison di Valmarino collaborare con il musicista vittoriese Emanuele Bastanzetti, talento assoluto del violino, in un progetto culturale che coinvolgerà diversi ...

    – Barbara Ganz

    Possibili benefici (e grandi rischi) di una rivoluzione chiamata libra

    La moneta digitale lanciata da Facebook ha un nome impegnativo. Evoca stabilità, diffusione universale, durata. Libra era l'unità di misura sulla quale si basava la riforma con la quale Carlo Magno, sul finire dell'ottavo secolo, mise ordine al caos monetario seguito alla fine dell'impero romano.

    – di Gianni Toniolo

    Quel circolo vizioso del debito che mette in fuga gli investitori

    Nei 158 anni dall'unità, l'Italia ha avuto per 127 anni un debito pubblico più alto della media degli altri Paesi che oggi formano il G7. Pur essendo quindi storicamente un Paese ad alto debito, l'Italia ha avuto solo due casi minori di default, peraltro insieme a importanti Paesi europei. Fa parte

    – di Carlo Bastasin e Gianni Toniolo

    L'ansia del voto dei giovani: va cambiato il modello sociale

    Serviva una spinta positiva per l'Europa, in un appuntamento elettorale in cui era atteso un forte vento contrario soffiato da forze euroscettiche di diverso tipo. Tale vento alla fine non è risultato così destabilizzante, mentre da due fronti sono arrivati segnali più incoraggianti del previsto.

    – di Alessandro Rosina

    Carenza educativa, quella gabbia che passa dai genitori ai figli

    I giovani non impiegati né nello studio né nel lavoro (Neet) in Italia sono 3,3 milioni e hanno un costo annuale di 32 miliardi. Per numero assoluto, è la platea più vasta tra i Paesi della Ue. Il gruppo più fragile, all'interno di questa schiera di ragazzi, è rappresentato da 580mila persone fra

    – di Valentina Melis

    I giovani chiedono risposte su lavoro e crescita

    La partecipazione al voto dei giovani è considerata importante, al di là dei risultati finali sulla composizione del nuovo Parlamento dopo il trauma della Brexit, come segnale di quanto il progetto europeo sia ancora vivo e possa essere rilanciato, migliorato e proiettato verso il futuro.

    – di Alessandro Rosina

    Ue, meglio una voce sola nell'era del bilateralismo

    C'era qualcosa di simbolico nel fatto che la riunione annuale delle 20 economie che producono circa il 75% del reddito mondiale si tenesse in Argentina, Paese che si avvia a uscire da una spirale recessiva grazie alla cooperazione con i suoi partner commerciali e il Fondo monetario internazionale.

    – di Gianni Toniolo

    Ue, la lezione attuale del secondo dopoguerra

    «Solo pensando all'Europa come a un tutto potremo risolvere i suoi problemi» confidò George Marshall ai propri collaboratori. Era il febbraio 1947 e il neo segretario di Stato stava volando da Mosca a Washington. «Mi sono reso conto - disse - che sapevamo come finire la guerra, ma non come per

    – di Gianni Toniolo

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