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Theodor Adorno

    La modernità radicale come evo del conflitto e dell'ambivalenza (2003) #LungaLettura #LongRead

    Le uniche "cose" prevedibili, con riferimento alla vita, all'Umano, ai sistemi sociali (e alla loro iper-complessità), sono proprio?l'imprevedibilità e l'errore. (Dominici, 1998, 2003 e sgg.)   In questo tempo sospeso e surreale, illusi da quella che chiamo "simulazione della prossimità", abbiamo (forse) più tempo per riflettere, pensare, evadere con la lettura e la creatività /immaginazione (anche se ciò, evidentemente, non vale per le tantissime persone in difficoltà?); abbiamo (forse) più t...

    – Piero Dominici

    Nulla sarà come prima (?)? ma, prima o poi, ritorneremo al sociale. Del valore della presenza, della relazionalità e della condivisione

    Del ritorno al sociale. Del valore della presenza, della relazionalità e della condivisione Come sempre, senza "tempi di lettura". Il testo è ricco di collegamenti ipertestuali e presenta, come ogni altro contributo/saggio, percorsi bibliografici di approfondimento. Queste settimane di distanziamento sociale e di quarantena, forse -meglio ancora- di auto-isolamento,  oltre a farci riflettere su tante questioni fondanti relative alla nostra vita privata e pubblica; oltre a farci riflettere s...

    – Piero Dominici

    Remo Bodei, la filosofia come passione

    E' stata una delle menti più raffinate ed eclettiche della cultura italiana, a lungo collaboratore della Domenica del Sole 24 Ore. Era uno dei massimi esperti delle filosofie dell'idealismo classico tedesco e dell'età romantica

    – di Redazione Domenica

    Un andaluso a New York

    Fra i più grandi e famosi poeti del Novecento, Federico García Lorca è oggi il più dimenticato. Dall'inizio degli anni sessanta in poi di lui non si parla. Noto a tutti, letto, antologizzato e recitato da attori come Vittorio Gassman, Arnoldo Foà, Giorgio Albertazzi, quasi all'improvviso il suo

    – di Alfonso Berardinelli

    L'antipopulismo populista

    Viviamo in un'epoca di populismi: reali, presunti, immaginari. In alcuni casi, nelle parole dei commentatori e dei politici stessi, il termine serve soltanto per imbrogliare le carte, stigmatizzando quel che non ci piace con una espressione che evoca la barbarie delle folle indisciplinate. Se però

    – di Gabriele Pedullà

    Cantare sì, ma per il terremoto. Se Notte della Taranta e Sponz Fest diventano Live Aid

    «Dopo Auschwitz è possibile la poesia?», si chiedeva un irrequieto Theodor Adorno. Domanda decisiva: il male a volte influenza l'arte, ma molto più spesso scandalizza la possibilità stessa dell'arte, rendendo l'espressione umana - quando è gioiosa ed ebbra - perfino inopportuna. Si può fare musica dopo il terremoto che nella notte tra martedì e mercoledì ha colpito il centro Italia, spazzando via Amatrice e Accumoli? Se lo sono chiesti in molti in queste ore, perché il 27 agosto non è un giorno ...

    – Francesco Prisco

    Lo spazio in cui viviamo è l'estensione della nostra mente

    Progettare significa dare una dimora ai nostri pensieri, tradurli in forme riconoscibili in modo tale da affidarli alla comprensione degli altri. Ma chi sono gli "altri" in grado di comprendere i pensieri più profondi, ma anche contraddittori, di noi progettisti, ovvero di coloro i quali, per vocazione professionale o anche per i casi della vita, sono chiamati a disegnare gli spazi, gli oggetti, gli strumenti con i quali agiamo nella società? Certamente parliamo della nostre case, ma le nostre c...

    – Aldo Colonetti e Italo Rota

    Confessioni pomeridiane di Duchamp

    L'artista venne intervistato dal giornalista Calvin Tomkins: «Quando ho fatto i ready made non ho mai inteso venderli. Fu un gesto per mostrare che si poteva fare qualcosa senza farci sopra dei soldi»

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