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  • 26 agosto 2017
    Iraq, rinascita o decostruzione di una nazione tormentata

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    Iraq, rinascita o decostruzione di una nazione tormentata

    Ci sono troppi Iraq per farne uno e le celebrazioni delle vittorie sono ingannevoli. Anche per la liberazione di Mosul il 9 luglio, dopo 9 mesi di assedio all’Isis, ci sono stati adeguati festeggiamenti ufficiali. Così come gli americani celebrarono il 9 aprile 2003 l’abbattimento delle statua di

  • 17 giugno 2017
    Ma la fine della guerra è ancora lontana

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    Ma la fine della guerra è ancora lontana

    La guerra non finirà neppure se sarà confermata la morte di Al Baghdadi, califfo dell’Isis. Certo per Mosca sarebbe un doppio colpo strategico: da quando è entrata in guerra il 30 settembre 2015 la Russia è riuscita a mantenere in sella Assad, a insediare nuove basi sul Mediterraneo e Putin

  • 21 marzo 2017
    Quante guerre si combattono sull’acqua

    Mondo

    Quante guerre si combattono sull’acqua

    Nel mondo si celebra la giornata dell'acqua ma le guerre per l’oro blu incendiano da sempre un Medio Oriente assetato. La Mesopotamia, “Terra tra di due fiumi”, il Tigri e l’Eufrate, si dibatte nella siccità e attende un altro rivolgimento geopolitico tra Mosul e Raqqa, le roccaforti del Califfato,

  • 20 novembre 2016
    Che cosa verrà  dopo l’Isis? Il populismo mediorientale

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    Che cosa verrà dopo l’Isis? Il populismo mediorientale

    C’è stato un tempo in cui Siria e Iraq erano ancora il nome di due Paesi, di due nazioni, non soltanto di guerre infinite. La Siria da cinque anni e l’Iraq da due decenni sono il luogo di massacri indicibili e che pure abbiamo testimoniato. Siria e Iraq ormai esistono quasi soltanto con un

  • 06 novembre 2016
    Attacco al cuore dell’Isis in Siria: inizia l’operazione Raqqa

    Mondo

    Attacco al cuore dell’Isis in Siria: inizia l’operazione Raqqa

    È una donna soldato in tuta mimetica ad annunciare ad Ain Issa, la città più vicina a Raqqa, l’inizio dell’operazione “Collera dell’Eufrate”: obiettivo annientare in Siria i jihadisti Isis che delle donne hanno fatto razzìa. La portavoce dell'offensiva si chiama Jihan Cheikh Ahmad, ha dato

  • 05 novembre 2016
    Erdogan taglia i ponti con l’Europa e l’Occidente

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    Erdogan taglia i ponti con l’Europa e l’Occidente

    La democrazia è un tram, va avanti fino a quando vogliamo noi, poi scendiamo, ha detto tempo fa Erdogan. La Turchia è in guerra, dentro e fuori, non solo con le armi ma anche con le idee. Ha un uomo al comando, Erdogan, ma è sfuggita al controllo allontanandosi dall’Unione e dalla Nato. Un Paese

  • 25 ottobre 2016
    Pakistan, attentato alla scuola di polizia rivendicato dall’Isis

    Mondo

    Pakistan, attentato alla scuola di polizia rivendicato dall’Isis

    Oscurato dalle atroci imprese del Califfato nel Siraq, il campo di battaglia tra Siria e Iraq, il ribollente e sanguinoso confine tra Pakistan e Afghanistan, il cosiddetto Af-Pak, era caduto nell'oblio dell'Occidente ma qui da oltre un decennio si sta combattendo una delle guerre al terrorismo più

  • 22 ottobre 2016
    Ghannouchi: più impegno dall’ Ue per la stabilità tunisina

    Mondo

    Ghannouchi: più impegno dall’ Ue per la stabilità tunisina

    Rashid Ghannouchi è il leader del partito tunisino Ennhada, membro del governo di coalizione nazionale. Ennhada nel luglio scorso ha annunciato la svolta storica di tagliare con l'”islam politico” estremista per prendere nettamente le distanze dal jihadismo. Di questo Gannouchi ha parlato in un

  • 17 ottobre 2016
    Scatta l’offensiva per liberare Mosul dall’Isis. Aleppo città chiave per l’equilibrio dell’area

    Mondo

    Scatta l’offensiva per liberare Mosul dall’Isis. Aleppo città chiave per l’equilibrio dell’area

    La battaglia per Mosul in mano all'Isis non è soltanto un'operazione complicata dal punto di vista militare ma anche politico. L’attacco alla roccaforte jihadista coinvolge l'esercito e le forze antiterrorismo irachene, con le milizie dei peshmerga curdi e quelle sciite strette alleate del governo

  • 19 agosto 2016
    Se il Califfato sopravviverà alla propria sconfitta

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    Se il Califfato sopravviverà alla propria sconfitta

    Davanti al suo drappo nero si sono sciolti come neve al sole interi eserciti come quello iracheno, e la sua barbarie aveva spinto alla fuga o sottomesso milioni di arabi, curdi, cristiani, sciiti, yezidi.

  • 17 luglio 2016
    Ecco perché il golpe contro Erdogan è fallito: il ruolo dell’amico-nemico Gulen e la rottura dei rapporti con gli  Usa

    Mondo

    Ecco perché il golpe contro Erdogan è fallito: il ruolo dell’amico-nemico Gulen e la rottura dei rapporti con gli Usa

    Il colpo di stato naufragato in Turchia è diventato una crisi internazionale. Chi è Fethullah Gulen, l'uomo che sta provocando la maggiore contrapposizione tra Usa e Turchia e forse nella Nato degli ultimi 50 anni? Perché Erdogan, pur di riavere indietro questo anziano Imam in esilio negli Usa,

  • 02 luglio 2016
    Bangladesh, una giovane nazione tormentata dalla jihad globale

    Mondo

    Bangladesh, una giovane nazione tormentata dalla jihad globale

    Il Bangladesh, giovane e tormentata nazione, lotta per sopravvivere a un’ondata di estremismo radicale che rivendica il marchio dell’Isis anche in questo assalto di Dacca. Un’azione nel cuore della capitale, in un luogo molto frequentato da stranieri.

  • 17 maggio 2016
    Siria, la spartizione del territorio è già iniziata mentre a Vienna si tratta

    Mondo

    Siria, la spartizione del territorio è già iniziata mentre a Vienna si tratta

    Nessuno può vincere la guerra in Siria, solo la diplomazia è in grado di risolverla: così ripetono da mesi nelle cancellerie internazionali. Sappiamo che non è così. Bashar Assad era sull’orlo del baratro nel 2013, quando minacciavano di bombardarlo francesi e americani, poi i russi lo hanno

  • 06 maggio 2016
    Siria, come spiegare l’orrore del bombardamento di un campo profughi

    Mondo

    Siria, come spiegare l’orrore del bombardamento di un campo profughi

    Come spiegare l'orrore del bombardamento di un campo profughi? Un raid aereo, costato la vita ad almeno 28 persone tra cui diversi bambini, condotto sul campo di profughi siriani di Kamouna nella provincia settentrionale di Idlib, vicino al confine con la Turchia, potrebbe essere ascrivibile a un

  • 24 marzo 2016
    Siria, la confusa guerra occidentale all’Isis

    Mondo

    Siria, la confusa guerra occidentale all’Isis

    Chi fa la guerra all'Isis? La dormiente intelligence occidentale, i ricchi amici arabi dell'Europa, la Turchia di Erdogan, gli Stati Uniti? Pare di no, visto che l'esercito siriano di Bashar Assad con l'appoggio dell'aviazione di Putin sta conquistando Palmira mettendo i fuga i jihadisti del

  • 23 marzo 2016
    Strage di Bruxelles, il fallimento della politica

    Commenti e Idee

    Strage di Bruxelles, il fallimento della politica

    Il sonno della ragione genera mostri e diabolici terroristi. Ma senza memoria la ragione funziona assai male. C'è una geopolitica e una storia del terrorismo islamico che ha due fronti, uno esterno e un altro interno. È sul fronte esterno che tutto comincia. L'errore è stato quello iniziale: dopo

  • 16 marzo 2016
    La guerra che nessuno potrà mai vincere

    Commenti e Idee

    La guerra che nessuno potrà mai vincere

    Il ritiro di Putin nel giorno fatale delle Idi di Marzo, a cinque anni dall’inizio della rivolta di Damasco e cinque mesi dopo l’intervento di Mosca, è una sorta di monito: la Siria è una guerra che nessuno può vincere e che tutti possono perdere, anche la Russia. Non ha bisogno neppure di essere

    The War that Nobody Will Ever Win

    English Version

    The War that Nobody Will Ever Win

    Russian President Vladimir Putin’s withdrawal during the Ides of March, five years removed from the beginning of the rebellion in Damascus and five months after Moscow’s military intervention, is a kind of warning: the war in Syria is a war that nobody can win and all of us can lose, even Russia.

  • 04 marzo 2016
    Libia, una nuova Somalia alle porte di casa

    Mondo

    Libia, una nuova Somalia alle porte di casa

    È vicina alle nostre coste, ne siamo sempre stati gli interlocutori privilegiati, sotto tutti i punti di vista; quello commerciale, quello politico, quello culturale. Pensavamo di conoscerla bene, la Libia, in tutte le sue dinamiche, e soprattutto i libici, così amichevoli con gli italiani. Ci

    Una Libia  senza rete e il copione  scritto da altri

    Commenti e Idee

    Una Libia senza rete e il copione scritto da altri

    L’inverno del nostro scontento, della nostra frustrazione di media-piccola potenza, non finisce in Egitto con il caso di Giulio Regeni ma continua drammaticamente in Libia. Alle 18 e 34 di mercoledì 2 marzo, poche ore prima che i due tecnici della Bonatti venissero trucidati a Sabrata, un italiano