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ito mancio

  • 01 ottobre 2019
    Italia e Giappone al Mudec, lunga storia di scambi e fascino

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    Italia e Giappone al Mudec, lunga storia di scambi e fascino

    Due le mostre che si aprono il primo ottobre coprendo tutti gli spazi espositivi: «Impressioni d’Oriente. Arte e Collezionismo tra Italia e Giappone» e «Quando il Giappone scoprì l’Italia. Storie d’incontri (1585-1890)»

  • 18 maggio 2016
    Tintoretto in prima mondiale a Tokyo con Ito Mancio
    Tintoretto a Tokyo: anteprima del ritratto di Ito Mancio, primo giapponese in Italia

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    Tintoretto a Tokyo: anteprima del ritratto di Ito Mancio, primo giapponese in Italia

    È la principessa Takamado a inaugurare al Museo Nazionale di Tokyo l'esibizione in prima mondiale del ritratto effettuato da Domenico Tintoretto di Ito Mancio, primo ambasciatore informale giapponese in Italia, inviato dal padre visitatore gesuita Alessandro Valignano assieme ad altri tre giovani

  • 01 agosto 2015
    Renzi,  48 ore  tra Tokyo e Kyoto per rafforzare i rapporti con il Giappone

    Mondo

    Renzi, 48 ore tra Tokyo e Kyoto per rafforzare i rapporti con il Giappone

    Tokyo - Matteo Renzi si distacca per 48 ore dalla politica italiana e dai suoi problemi di imboscate o di controverse libertà di coscienza parlamentari per una “Official working visit” a Tokyo e Kyoto. Una visita quasi lampo: arriverà domenica pomeriggio ad Haneda e ripartirà la sera di martedì

  • 08 aprile 2014
    Tokyo chiede di vedere il ritratto appena scoperto del primo inviato giapponese in Italia

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    Tokyo chiede di vedere il ritratto appena scoperto del primo inviato giapponese in Italia

    Negli ambienti colti giapponesi ha fatto scalpore la recente scoperta di un ritratto veneziano del primo giapponese venuto in Italia (nel 1585): Ito Mancio, un principe del Kyushu che fu il leader di una delegazione di quattro giovani nobili nipponici inviata in Europa dal Padre Visitatore gesuita Alessandro Valignano. Paola Di Rico, della Fondazione Trivulzio, ha reso noti i dettagli della sua scoperta e delle ragioni dell'attribuibilità del dipinto a Domenico Tintoretto. Nel riordinare una collezione privata, Di Rico aveva trovato questo quadro di un giovane dai tratti orientali, con l'iscrizione "Mansio" sul retro, ed effettuato poi ampie ricerche. Il preside della facoltà di lettere dell'Università di Tokyo, Shigetoshi Osano, si è fatto interprete di un sentimento diffuso esprimendo la speranza che il dipinto possa in futuro essere ammirato in Giappone, al pari di quando accaduto quest'anno per il grande ritratto realizzato da Archita Ricci (Galleria Borghese) del primo ambasciatore ufficiale giapponese in Europa, Hasekura Tsunenaga, inviato (una trentina di anni dopo Mancio) dal daimyo di Sendai, Date Masamune."Ci farebbe davvero molto piacere, se fosse possibile invitare in Giappone il ritratto appena scoperto di Ito Mancio, icona delle antiche relazioni con l'Italia - dice Osano. L'idea della trasferta in Giappone piace all'Ambasciatore Domenico Giorgi che - interpellato sull'idea di promuoverla, magari in occasione delle celebrazioni per i 150 anni dell'apertura delle relazioni diplomatiche tra i due Paesi - afferma: "Sarebbe un'eccellente idea". C'è però una differenza rispetto all'opera del Ricci. "Il ritratto appartiene a una collezione privata per cui bisognerà vedere se la famiglia che ne è attualmente proprietaria sarà disponibile a rendere pubblica quest'opera d'arte di cui si conosceva l'esistenza ma che mai era stata trovata". Il primo marzo 1585 la delegazione sbarcò a Livorno. Una narrazione segnala che Bianca Cappello, l'amante e poi moglie veneziana del Granduca di Toscana Francesco de' Medici, volle incontrare subito quegli esotici principi orientali. Con curiosità tutta femminile, interrogò immediatamente Ito Mancio sulla fattura degli splendidi kimono indossati dai giapponesi. Il primo dialogo bilaterale italo-giapponese, insomma, riguardò tessuti e moda: quasi un presagio di quanto ancora oggi rappresenta probabilmente il più intenso punto di relazione tra i due Paesi.