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  • 28 ottobre 2019
    Wlodek Goldkorn, il tempo delle scelte e dei compromessi

    Cultura

    Wlodek Goldkorn, il tempo delle scelte e dei compromessi

    Come molti altri ebrei polacchi (per esempio Zygmunt Bauman) Wlodek Goldkorn nel 1968 va via dalla Polonia con la sua famiglia, perché l’antisionismo è dichiaratamente antisemitismo (cinquant’anni dopo non è cambiato molto). arriva in Israele e diventa cittadino di un Paese in profonda

  • 08 settembre 2019
    Perché Giovannini è l’uomo di questa stagione politica e culturale (nonostante a Palazzo Chigi sia rimasto Conte)

    Italia

    Perché Giovannini è l’uomo di questa stagione politica e culturale (nonostante a Palazzo Chigi sia rimasto Conte)

    Enrico Giovannini è un economista mainstream – accademico, ricercatore e poi direttore all’Istat, direttore delle statistiche dell'Ocse, presidente dell'Istat, ministro del lavoro – che però nei suoi lavori analitici e nelle sue prese di posizioni pubbliche ha, fin dagli anni Ottanta, provato ad usare punti di vista che, partendo dall’ortodossia, delineavano traiettorie impreviste

  • 30 agosto 2019
    Perché la politica deve recuperare il dialogo sociale

    Commenti

    Perché la politica deve recuperare il dialogo sociale

    Nei momenti di transizione, come quello attuale, è bene che si crei un clima contributivo, poiché è compito di tutti attivarsi, partecipando e condividendo proposte utili: la capacità di un Paese di saper affrontare le sue crisi politiche passa, infatti, dal ruolo attivo giocato dalla società.

    Gia Carangi, la vita tragica e glamour della prima supermodel

    Moda

    Gia Carangi, la vita tragica e glamour della prima supermodel

    Bellissima e carismatica, Gia divenne protagonista della New York della moda negli anni 80. Ma la sofferenza e la droga ne troncarono la carriera e la vita, a soli 26 anni

  • 13 giugno 2019
    La music economy

    Impresa e Territori

    La music economy

    Ormai è liquida anche la musica, come la società, come l’elettorato. Ma Zygmunt Bauman non c’entra. C’entra la tecnologia che, nella musica più che altrove, ha dettato le tappe di una distruzione creatrice da manuale. Prima il vinile, poi il cd, poi l’Mp3, poi lo streaming. E ogni volta che il business cambiava supporto e forma (e forse un po’ cambiava anche ritmo e note), la musica trovava la strada per rinascere. Perchè è ovvio: la musica non può finire.