Ultime notizie

Alberto Carocci

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  • 02 novembre 2021
    Quando Moravia disse no ad Anne Frank

    Cultura

    Quando Moravia disse no ad Anne Frank

    Negli anni Cinquanta il «Diario» venne tradotto in Europa e negli Usa. Einaudi predispose l'edizione italiana e pensò di affidare la prefazione al romanziere. Lui accettò, ma non la scrisse mai

  • 08 marzo 2021
    Signora di Ninfa e del «Gattopardo»

    Cultura

    Signora di Ninfa e del «Gattopardo»

    Tornata dopo la guerra a Roma, volle subito prendere parte attiva alla ricostruzione, promuovendo la rivista «Botteghe Oscure», che uscì dal 1948 al 1960. Gli fu preziosa l’assidua collaborazione di Giorgio Bassani. Ma la partecipazione italiana fu corale. Per semplificare è sufficiente trarre

  • 29 luglio 2020
    Il memoir di Sandra Bonsanti: la cultura contro la dittatura

    Cultura

    Il memoir di Sandra Bonsanti: la cultura contro la dittatura

    Firenze nelle mani dei fascisti e dei tedeschi, la Liberazione nel '44 e il racconto di un mondo che combatteva il regime con le riviste, i libri, l'arte

  • 04 febbraio 2017
    Perché lo scrittore italiano è imprenditore

    Commenti e Idee

    Perché lo scrittore italiano è imprenditore

    L’Italia è un Paese che più di molti altri ha visto i letterati trasformarsi - oggi li chiameremmo così - in imprenditori editoriali. Nell’Ottocento spicca il caso di Alessandro Manzoni, che pubblica direttamente, a proprie spese e investendo parecchio, l’edizione illustrata de “I Promessi Sposi”,

  • 22 febbraio 2015
    Palme, noci e buoni frutti

    Cultura

    Palme, noci e buoni frutti

    Il carteggio profondo tra Leonardo Sciascia e Roberto Roversi. Poesia, critica, riviste (e qualche dono) come segno di amicizia

  • 29 settembre 2013
    La guerra e il giusto mezzo

    Cultura

    La guerra e il giusto mezzo

    Dalle marce per la pace con Capitini (1961) al dibattito sul primo conflitto del Golfo (1991): «Il rifiuto totale della violenza contribuisce a far prosperare la razza dei violenti» - Il filosofo torinese era un realista e un moderato: non aveva nulla a che spartire né con i guerrafondai «musclé» né con il pacifismo assoluto

  • 19 settembre 2010
    Corro al lavoro, poi scriverò

    Cultura

    Corro al lavoro, poi scriverò

    Si dirà che di scrittori lavoratori è piena la storia della letteratura: da Céline, il «medico dei poveri» di Montmartre, a Primo Levi, che anche grazie al