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Susan Sontag

    Amore per l'eccessivo: l'impronta «Camp» del marchio Gucci al Met

    «Parlare di camp equivale a tradirlo», scriveva Susan Sontag nel 1964, figuriamoci dedicargli una mostra al Met di New York con oltre 200 oggetti, accessori, abiti, dipinti, disegni che esplorano un immaginario eccentrico e permeabile alle definizioni, che data il suo inizio alla corte di Luigi

    – di Nicoletta Polla Mattiot, How to Spend it

    Met Gala, a New York tutto pronto per la serata più "esagerata" che mai

    Se il tema «casto» dello scorso anno, il rapporto fra moda e religione cattolica, aveva ispirato look tutt'altro che sobri (memorabile Rihanna vestita da pontefice by Margiela), cosa si vedrà sul red carpet del Met Gala 2019 dedicato al "camp"? Lo scopriremo lunedì a notte inoltrata, quando

    – di Chiara Beghelli

    How to Spend it, estetica e business parlano la stessa lingua

    «Credo che il lusso principale per un'azienda sia la possibilità di fare». Crescere a ritmi sostenuti, raggiungere dimensioni tali da poter competere ad armi pari con qualunque competitor per concedersi la massima libertà creativa. Estetica e business usano la stessa lingua, se a parlare è Marco

    – di Nicoletta Polla Mattiot

    Estetica e business parlano la stessa lingua

    «Credo che il lusso principale per un'azienda sia la possibilità di fare». Crescere a ritmi sostenuti, raggiungere dimensioni tali da poter competere ad armi pari con qualunque competitor per concedersi la massima libertà creativa. Estetica e business usano la stessa lingua, se a parlare è Marco

    – di Nicoletta Polla Mattiot

    Perché Greta Thunberg è una foglia di fico e l'ideologia ha la meglio sulla realtà

    L'autore è Enrico Mariutti, ricercatore e analista in ambito economico ed energetico. Founder della piattaforma di microconsulenza Getconsulting e membro del consiglio direttivo dell'Istituto Alti Studi in Geopolitica e Scienze Ausiliarie (IsAG) - Il fenomeno Greta Thunberg, la giovane attivista svedese finita al centro del dibattito mediatico a causa del suo impegno a favore della lotta al cambiamento climatico, dice molto sulla stagione politica che stanno vivendo le democrazie occidentali. D...

    – Econopoly

    Parlare di sé, veramente

    Chissà se dopo il Novecento, nel Ventunesimo secolo digitale, ci saranno ancora i diari. Internet e i social ingoiano le idee, nel migliore e più raro dei casi, o la verbalizzazione degli umori del giorno dopo giorno, l'immeditato che si fa parola volatile. In queste scritture instabili manca poi

    – di Elisabetta Rasy

    Migranti sulle note di Schubert: Kornél Mundruczó porta il 5 luglio al Mittelfest la quotidianità dei profughi: «Peggiore degli sbarchi. I populismi creano disumanità»

    Coinvolgimento e fascinazione, o, all'opposto, irritazione: questi i sentimenti che suscitano i film di Kornél Mundruczó. Ma anche lo spettatore più contrariato riconosce al regista e sceneggiatore ungherese, classe 1975, una forma di lirismo capace di agitare un magma oscuro interiore, che urta la nostra sottile scorza di esseri umani. Come ha dimostrato l'accoglienza della critica del Festival di Cannes, tradizionalmente snobbish e cinica, pronta a fischiare a ogni sbavatura, che ha premiato c...

    – Cristina Battocletti

    L'amore in tre

    Di cosa parliamo quando parliamo di sesso? Due romanzi italiani affrontano - sia pur in modi diversissimi -il tema del sesso, e quello correlato dell'amore, attraverso una narrazione imperniata su un triangolo.Veronica Raimo in Miden mette in scena un triangolo tra il Compagno, la Compagna e la

    – di Filippo La Porta

    Il rimorso dell'Occidente

    «Odio i viaggi e gli esploratori», inizia così Tristi tropici di Claude Lévi-Strauss (1908-2009) che si accinge a raccontare i suoi viaggi e le sue esplorazioni, sublime attestazione del «rimorso dell'Occidente» quale causa della nascita stessa dell'etnografia. Un libro rivoluzionario che, al suo

    – di Mario Andreose

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