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Sudan

    Povertà, diminuisce ma per la maggior parte è creata artificialmente

    Di anno in anno, la povertà nel mondo diminuisce sempre più marcatamente. Si calcola addirittura che, negli ultimi vent'anni, un miliardo di persone sia stato sottratto alla fame e, più in generale, allo stato di degrado. Report e dati forniti, in particolare, dalla Banca Mondiale sembrerebbero inequivocabili. Eppure, nonostante i 'dichiarati' successi globali, l'indigenza aumenta in modo preoccupante nell'Africa sub-sahariana, dove si ritiene che 400 milioni di persone vivano ancora con meno di...

    – Francesco Mercadante

    Nel 2018 sono 189 i richiedenti asilo trasferiti dall'Italia negli altri Stati Ue: il Paese ne ha accolti 6.351

    Sono 9.648 gli arrivi registrati a fine ottobre (- 56% rispetto allo stesso periodo 2018). Gli sbarchi "fantasma" o autonomi sono 7.500, contro i 6.000 dell'intero 2018. Fra gennaio e ottobre 2019, i migranti e rifugiati intercettati dalla Guardia costiera libica sono stati 8.155, una cifra non molto inferiore al totale di persone che nel periodo sono riuscite a sbarcare in Italia, 9.648

    – di Andrea Carli

    Burkina Faso, come la jihad sta rinascendo a sud del Sahara

    Il Sahel, la regione che costeggia i confini meridionali del deserto Sahara, è assediata da un ritorno di fiamma di cellule terroristiche. Ufficialmente si tratterebbe di gruppi armati islamici, ma le ragioni delle violenze affondano nei disagi di una delle zone più povere al mondo

    – dal nostro inviato Alberto Magnani

    Perché i migranti scappano da casa loro?

    La povertà in Nigeria, il terrorismo in Mali, le guerre che lacerano il paese nel Sudan. E ancora, i migranti «invisibili» dalla Tunisia e la repressione in Afghanistan. Dietro alla fuga di milioni di cittadini ci sono motivi che ignoriamo. O non riusciamo ancora a capire

    – di Valentina Furlanetto

    Medio Oriente - La Primavera dei Trent'Anni

    Coloro che sono attratti dalle vicende mediorientali si possono dividere in due grandi categorie: quelli convinti che dopo i disastri del 2011/12, le "così dette" Primavere arabe siano fallite, morte e sepolte; quelli che esultano per il loro ritorno e l'imminente successo, ogni volta che qualche migliaio di arabi occupa una piazza. I primi, cioè i realisti, come i secondi, gli illusi, sbagliano: il desiderio di cambiamento non è venuto meno ma quel cambiamento accadrà nel migliore dei casi fra...

    – Ugo Tramballi

    Le nuove primavere pacifiche e incerte del mondo arabo

    Dalle coste del Nord Africa, passando per il Libano, arrivando fino all'Iraq, milioni di arabi sono scesi in piazza da mesi. La protesta è, nella maggior parte dei casi, pacifica. L'esito incerto. I nuovi rivoluzionari sanno che devono aver pazienza. Perché questa volta lotteranno da soli. Memori di quanto avvenuto nel 2011, i Paesi occidentali appaiono reticenti ad appoggiare la loro causa

    – di Roberto Bongiorni

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