È Professore Ordinario di Economia presso il Dipartimento di Economia e Finanza dell'Università LUISS di Roma.

Si è laureato in Economia presso l’Università “La Sapienza” di Roma, ed ha conseguito il PhD in Economics presso il Graduate Institute of International Studies di Ginevra. Ha lavorato presso il Research Department del Fondo Monetario Internazionale a Washington.

E' Associate Research Fellow del Centre for European Policy Studies (CEPS), Bruxelles, membro dell’Editorial Board della “Rivista di Politica Economica”, e membro del Comitato Scientifico della Fondazione Masi – Osservatorio Nazionale per l’internazionalizzazione. Dal 2003 è Direttore del LUISS Lab of European Economics.

È stato consulente della Commissione Europea nell’ambito dei programmi Phare-ACE per l’integrazione delle economie dell’Est Europa. Coordina le attività delle unità di ricerca italiane impegnate in progetti di ricerca della Commissione Europea nell’ambito del Vi e VII Programma Quadro.

Ha pubblicato articoli e volumi sul rapporto tra movimenti di capitali e crescita economica, sull'allargamento dell'Unione Europea, sulle determinanti degli scambi e degli investimenti diretti internazionali, tra cui "Foreign Capital in Developing Economies " (Macmillan) e "Enlargement, Trade and Investment" (Edward Elgar) con Paul Brenton. Da alcuni anni cura la parte economica del Rapporto LUISS sulla Classe dirigente.

Per il Sole 24 Ore scrive sui temi del commercio estero italiano, delle tendenze delle economie emergenti, della dinamica dell’industria italiana con particolare attenzione alle Pmi.

Ultimo aggiornamento: 09 febbraio 2022
  • 31 luglio 2026
    Il Paese reale fra crescita e scoglio energetico

    24Plus

    24+ Il Paese reale fra crescita e scoglio energetico

    La metafora del “Paese reale” torna utile di fronte alle stime preliminari del Pil che l’Istat ha pubblicato per il secondo trimestre. Una crescita tendenziale di un punto percentuale era inattesa, e 1% o forse anche un decimale in più non appare oggi un risultato irraggiungibile per fine anno.

  • 25 luglio 2026
    Energia, lo spread invisibile che affonda l’Europa

    24Plus

    24+ Energia, lo spread invisibile che affonda l’Europa

    Tutto il necessario: era domani, il 26 luglio, di quattordici anni fa, quando la frase di Mario Draghi chiarì che la Bce avrebbe usato qualsiasi strumento per evitare il collasso dell’euro. Lo spread energetico non è meno grave di quello finanziario, ma non suscita la stessa reazione. L’impennata

  • 29 maggio 2026
    Guerra, inflazione energetica e stagflazione: le sfide economiche di oggi

    24Plus

    24+ Guerra, inflazione energetica e stagflazione: le sfide economiche di oggi

    La patologia che si è impossessata delle relazioni internazionali si va dimostrando più perniciosa del Covid per quanto riguarda le conseguenze economiche. Senz’altro per quanto riguarda la crescita economica italiana, che pure si è giovata in questi anni di tassi di occupazione e di esportazioni

  • 03 maggio 2026
    Tutte le carte dell’Europa per rispondere a Trump

    24Plus

    24+ Tutte le carte dell’Europa per rispondere a Trump

    Illusioni perdute. Se l’obiettivo principale dell’accordo tariffario siglato da Von Der Leyen con Trump, meno di un anno fa, era quello di ridurre l’incertezza che condiziona gli investimenti industriali in Europa, allora non ci siamo, come dimostra l’annuncio di dazi al 25% sull’esportazione di

  • 29 aprile 2026
    Una stretta al credito che zavorra un’Europa già fragile

    24Plus

    24+ Una stretta al credito che zavorra un’Europa già fragile

    In queste settimane, le istituzioni e i centri di ricerca che formulano previsioni hanno compiuto esercizi di equilibrismo sulle stime della crescita europea. Immaginiamo, si dice, che il mondo torni alle condizioni di gennaio: con un accordo strutturato di pace nel Golfo Persico, allora i danni

  • 27 novembre 2025
    Un mix di politiche e strategie per le Pmi contro l’effetto dazi

    Economia

    Un mix di politiche e strategie per le Pmi contro l’effetto dazi

    Lo shock dei dazi Usa ha prodotto effetti che si stanno ancora propagando nel sistema internazionale, con la tariffa effettiva americana passata in media dal 2,5% di gennaio a oltre il 20% dopo il cosiddetto Liberation Day (fonte: BudgetLab Yale), e con la possibilità di ulteriori aumenti dovuti a

  • 06 novembre 2025
    Se l’impasse tedesco pesa sul Pil italiano

    24Plus

    24+ Se l’impasse tedesco pesa sul Pil italiano

    La manifattura europea è al centro dei Power Games internazionali. Perché attraversa una complessa transizione dal modello iperglobalista dei due decenni successivi alla caduta del Muro di Berlino verso un presente incerto e un futuro ancora da scrivere. E perché l’Europa è ancora una potenza

  • 28 agosto 2025
    Non solo dazi: il progetto di riforma della Farnesina a sostegno delle imprese

    24Plus

    24+ Non solo dazi: il progetto di riforma della Farnesina a sostegno delle imprese

    Non di soli dazi consiste l’attività della diplomazia economica, che è sempre più rilevante nell’arena globale della post-egemonia americana. Per questo è benvenuto il progetto di revisione organizzativa del Ministero degli Esteri, volto a focalizzare meglio e a potenziare le iniziative per il

  • 23 agosto 2025
    Eurozona in stallo, servono Eurobond e Bce espansiva

    24Plus

    24+ Eurozona in stallo, servono Eurobond e Bce espansiva

    L’autunno si preannuncia freddo. Il clima non c’entra, anzi l’estate è stata afosa in Germania come nel resto d’Europa. È il motore economico dell’Unione europea che non si riscalda, anzi torna a ridurre il numero dei giri. L’economia tedesca è bloccata in una recessione industriale che trasforma

  • 29 luglio 2025
    Dazi, ecco perché la partita principale sono gli investimenti

    24Plus

    24+ Dazi, ecco perché la partita principale sono gli investimenti

    Riuscirà l’accordo tariffario siglato da Trump e von der Leyen a dissipare l’incertezza che condiziona gli investimenti industriali in Europa? La domanda, che ricorre da tempo e ancor di più dopo l’intesa raggiunta in Scozia domenica scorsa, è probabilmente fuorviante. Non solo perché l’accordo