Ultime notizie:

Simone Weil

    Tuta blu, la divisa che ha fatto diventare credibile la modernità

    Sembrano sparite dal racconto della vita sociale e si riaffacciano in cronaca solo per incidenti e licenziamenti. Eppure vantano una tradizione gloriosa artistica e letteraria. Nel nome del riscatto, della dignità, del lavoro

    – di Giuseppe Lupo

    L'eredità di Adriano e il Novecento che non abbiamo avuto

    Dovrebbe invitare a una riflessione il fatto che ogni occasione torni utile per ricordare la figura di Adriano Olivetti, nato l'11 aprile di 120 anni fa, a Ivrea. Non credo si tratti solo di un'esigenza celebrativa, piuttosto il segnale di una necessità: quella di rinnovare il magistero di un uomo

    – di Giuseppe Lupo

    La fabbrica di Adriano e i fini dell'impresa

    C'è una domanda che Adriano Olivetti pronunciò ad alta voce, il 23 aprile del 1955, mentre inaugurava lo stabilimento di Pozzuoli: «Può l'industria darsi dei fini?». La risposta, per quanto non scontata, presupponeva che il modello di umanesimo industriale, in cui egli credeva, aveva obiettivi

    – di Giuseppe Lupo

    L'affascinante storia di «pi greco»

    «Madama... veramente... in questo mondo/ conciòssiacosaquandofosseché.../il quadro non è tondo...», balbetta Leporello prima di squadernare a Donna Elvira, in una delle più celebri arie di Mozart, il "catalogo" delle "imprese donnesche" di Don Giovanni. Che un quadrato non sia rotondo è dunque una

    – di Umberto Bottazzini

    Psiche città aperta

    Nella rubrica al debutto i due terapeuti si impegnano ad accogliere l'invito di James Hillman ad «aprire le finestre dei nostri studi»

    – di Vittorio Lingiardi e Guido Giovanardi

    Il futuro e la bellezza sotto il sole di Napoli

    Inaugurata nel 1955, con un profetico discorso di Adriano, una tra le «fabbriche più belle d'Europa» nelle parole di un testimone come Ottiero Ottieri, la Olivetti di Pozzuoli fu un «miraggio» di riscossa e dignità per il Sud

    – di Giuseppe Lupo

    «Mappiness», l'app che misura la nostra felicità-infelicità nel lavoro

    Qual è stato il giorno più felice della vostra vita? E quello più triste? Ci sono indubbiamente dei momenti e delle circostanze che si fissano nella nostra memoria come dei picchi di felicità o delle valli di mestizia. Sono esperienze soggettive, ricordi che spesso vengono trasformati e alterati

    – di Vittorio Pelligra

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