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Sarraj

    Libia, crocevia tra Africa e Mediterraneo

    «La guerra non è che la continuazione della politica con altri mezzi». La famosa frase del generale prussiano Carl Von Clausewitz ben descrive la situazione della Libia che non è solo un confronto tra tribù locali, ma è soprattutto una proxy war, o guerra per procura, tra potenze straniere.

    – di Leonardo Bellodi

    Turchia: cento anni dopo a Erdogan va stretto il Trattato di Sévres

    "Cento anni dopo la rivincita di Erdogan sul  Trattato di Sévres", ha titolato il 31 luglio il quotidiano francese Le Monde  per indicare il nuovo legame di collaborazione tra il premier libico Fayez al Sarraj del GNA e il presidente Erdogan per l'intervento turco in Libia e la nuova divisione dei confini marittimi nel Mediterraneo orientale e delle sue riserve di idrocarburi a spese di Grecia, Cipro ed Egitto. Ma se al presidente turco Erdogan stanno stretti i Trattati di Sevres al presidente...

    – Vittorio Da Rold

    Turchia e Russia sempre più divise: dopo la Siria ora tocca alla Libia

    La Libia sta diventando sempre più in un campo di battaglia dove la Russia di Vladimir Putin e la Turchia di Recep Taiyyp Erdogan, al potere da 18 anni consecutivi, si trovano, come avvenne con la Siria, su fronti contrapposti nonostante Ankara abbia buoni rapporti con Mosca al punto da aver acquistato sistemi missilistici russi S-400 nonostante la ovvia contrarietà Nato e degli Stati Uniti che hanno bloccato ogni aiuto economico a sostegno della lira turca come ritorsione. Tripoli ha lanciato ...

    – Vittorio Da Rold

    I dossier Italia-Francia / La torta del petrolio libico

    In Libia la Francia sostiene Khalifa Haftar, che il 4 aprile alla guida dell'Esercito nazionale libico (Lna) ha avviato una campagna militare per conquistare la capitale, Tripoli. Un tentativo quello del generale che è tuttora in atto. L'obiettivo è far cadere il governo di accordo nazionale

    Petrolio, virus e Libia complicano le scelte dell'Opec Plus

    A una settimana dal vertice la coalizione è divisa sui tagli produttivi: sul futuro troppe incertezze e il prezzo del greggio continua a scivolare. Ora il Brent vale meno di 55 dollari al barile, mentre il Wti è sotto 50 dollari

    – di Sissi Bellomo

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