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Robin Williams

Robin Williams è stato un attore e un comico statunitense, nato a Chicago il 21 luglio del 1951 e deceduto a Tiburon l'11 agosto del 2014.

Williams è vissuto nella Marin County, in California dopo essersi diplomato all'inizio degli anni Settanta, abbandona la facoltà di Scienze Politiche per iscriversi alla Juilliard School di New York e studiare recitazione.

Comincia in teatro, ma diventa famoso in televisione, nel 1978, nella parte di un alieno con i capelli ispidi, l'eloquio incontenibile e una tutina rossa alla Star Trek, nella serie Mork & Mindy, che prosegue fino al 1982.

L'esordio cinematografico è altrettanto eccentrico: Williams salta, fa a pugni, canta, balla, s'innamora nei panni dell'eroe di carta Braccio di Ferro in Popeye (1980) di Robert Altman.

Il vero exploit cinematografico arriva per Robin Williams nel 1987, con la parte del disc jockey Adrian Cronauer (relamente esistito), conduttore della radio dell'esercito americano a Saigon, durante la guerra del Vietnam.

Nel film Good Morning, Vietnam di Barry Levinson, l'attore va al massimo, attaccato al microfono della radio, è isterico, ironico, tragico, pazzo, travolgente. Vince il Golden Globe, ma non l'Oscar, al quale è candidato.
Anche nel 1989 arriva ad un passo dall'Oscar per L'attimo fuggente, nonostante quella del professor Keating sia forse la sua interpretazione più complessa, quella dove tutte le sue facce si sovrappongono, tra un lungo brano da Shakespeare e una partita a baseball, tra un invito a seguire le proprie vocazioni e un richiamo alla responsabilità.
Dall'Attimo fuggente in poi la sua carriera diventa leggenda; è l'attore per le parti stravaganti (come il clochard alla ricerca del Santo Graal nel magnifico La leggenda del Re Pescatore di Terry Gilliam, o il giocherellone Leslie Zevo di Toys di Chris Columbus).

E' stato una tata energica, creativa e insostituibile in Mrs. Doubtfire (1993) di Chris Columbus, Armand, fidanzato di Albert, in Piume di struzzo (1996) di Mike Nichols, remake di Il vizietto, il robot positronico Andrew Martin in L'uomo bicentenario (1999) di Columbus, il presidente Theodore Roosevelt in Una notte al museo 1, 2 e 3 (2007, 2009 e 2014), il presidente Dwight Eisenhower in The Butler - Un maggiordomo alla Casa Bianca (2013) di Lee Daniels.

Nel 1998 vince il premio Oscar per il "miglior attore non protagonista" nel film "Will Hunting-Genio Ribelle".

Insomma un attore poliedrico ed indimenticabile, che nei suoi ruoli ha sempre saputo rendere partecipe il pubblico di una visione profonda e riflessiva sulle molteplici sfaccettatture che le vicende della vita possono offrire al ruolo interpretativo dell'attore teatrale e cinematografico.

Sua figlia Zelda Williams lo ha ricordato su twitter con un brano tratto da Il piccolo principe di Saint-Exupéry, fiaba, come tante altre, tristissima. E forse la verità su Robin Williams sta anche in un'altra storia per (eterni) ragazzi: quel Peter Pan, che ha interpretato come un adulto spaesato e indomabile in Hook, la bella versione di Steven Spielberg del libro di Barrie. Anche quello, in fondo, un "Capitano! Mio capitano!"

L'11 agosto 2014 Williams viene trovato senza vita dai vigili del fuoco nella sua casa di Tiburon in California alle 12:02, nelle ore successive la polizia dichiara che l'attore si è suicidato impiccandosi con una cintura.

Il corpo dell'attore è stato cremato e le ceneri sparse nella baia di San Francisco il 12 agosto.

Alcuni giorni dopo la scomparsa di Williams, l'ultima moglie Susan Schneider rivela che l'attore aveva recentemente scoperto di essere affetto dal morbo di Parkinson, malattia che aveva acuito lo stato depressivo di cui l'attore soffriva da diversi anni.

Robin Williams lascia tre figli: Zachary Pym (31), Zelda Rae (25) e Cody Alan (19).

Ultimo aggiornamento 24 febbraio 2016

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