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Roberto Minervini

    Venezia '75: Vince «Roma», il migliore. Nonostante la distribuzione di Netflix e il chiacchiericcio su presunti conflitti di interesse, ha vinto la pellicola più bella, quella di Alfonso Cuarón

    A mani vuote i nostri: l'elegante remake dell'horror di Dario Argento, Suspiria, di Luca Guadagnino, l'indagine documentaria di Roberto Minervini sulle sacche di povertà e di degrado nel Sud degli Stati Uniti, Che fare quando il mondo è in fiamme?, e la riflessione tra utopia, politica, interventismo e mondo contadino alle soglie della Prima guerra mondiale di Capri-Revolution di Mario Martone.

    – Cristina Battocletti

    Vince il miglior film: «Roma» del messicano Alfonso Cuarón

    A mani vuote i nostri: l'elegante remake dell'horror di Dario Argento, “Suspiria”, di Luca Guadagnino, l'indagine documentaria di Roberto Minervini sulle sacche di povertà e di degrado nel Sud degli Stati Uniti, “Che fare quando il mondo è in fiamme?”, e la riflessione tra utopia, politica, interventismo e mondo contadino alle soglie della Prima guerra mondiale di “Capri-Revolution” di Mario Martone.

    – di Cristina Battocletti

    Stasera la consegna del Leone d'oro: ecco i favoriti

    In questa edizione, però, hanno fatto una buonissima figura anche i tre italiani in gara e potrebbero trovare uno spazio nel palmarès: Roberto Minervini per gli importanti contenuti del suo «What You Gonna Do When the World's On Fire?», Mario Martone per l'eleganza formale di «Capri-Revolution» e Luca Guadagnino per la potenza estetica e il coraggio dimostrato con «Suspiria», film tra quelli maggiormente da ricordare della Mostra di quest'anno.

    – di Andrea Chimento

    A Venezia è il giorno di «The Sisters Brothers», curioso western firmato da Jacques Audiard

    In concorso ha trovato spazio anche «What You Gonna Do When The World's On Fire?» di Roberto Minervini, secondo film firmato da un regista italiano (dopo Luca Guadagnino con «Suspiria») tra quelli in lizza per il Leone d'oro. Da sempre abituato a documentare con la sua macchina da presa diverse aree degli Stati Uniti (si pensi al precedente «Louisiana»), Minervini si concentra questa volta su una comunità nera del Sud, raccontando i continui soprusi subiti dagli afroamericani.

    – di Andrea Chimento

    Berlinale '68: il russo «Dovlatov» e il paraguayano «Las herederas» sono per ora i film migliori

    Raccontano le malattie delle società inceppate i due migliori film offerti finora in concorso dalla 68esima edizione della Berlinale: Dovlatov di Alexey German Jr e Las Herederas di Marcelo Martinessi. Il regista russo, già Leone d'argento per Soldato di carta nel 2008 e Orso d'argento per Under Electric clouds, ha seguito lo scrittore Sergej Dovlatov, vittima, insieme all'amico Joseph Brodsky e ad altri intellettuali della Leningrado degli anni Settanta, dell'ostruzionismo del regime nei confr...

    – Cristina Battocletti

    Venezia '73: i cannibali texani avrebbero bisogno dell'esorcismo di "Liberami!"

    E' davvero un problema non avere un frigo in Texas se si è cannibali. C'è un caldo esagerato nel deserto e la carne va a male, quindi l'unica soluzione è tagliare con una sega o con un ascia una coscia o un braccio del malcapitato per poi tenerlo in catene fino al prossimo barbeque. Per questo motivo rimane parzialmente monca Arlen (Suki Waterhouse), protagonista di "The bad batch" di An Lily Amirpour, in Concorso alla 73esima edizione della Mostra del cinema di Venezia. Son cose che possono suc...

    – Cristina Battocletti

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