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Progressio Investimenti

    Moncler, dai paninari alla Borsa. Un piumino da 11 miliardi

    La società, fondata nel 1952 in una località vicino a Grenoble, produceva inizialmente sacchi a pelo. Diventata pop negli anni '80 con i paninari, ha sfiorato il crac a inizio anni 2000. Dopo diversi riassetti nell'azionariato, è sbarcata in Borsa nel 2013 e oggi ha quadruplicato il suo valore in Borsa. E oggi fattura circa 1,4 mld

    – di Eleonora Micheli

    Save the Duck in cima all'Everest con l'alpinista vegano Kuntal Joisher

    Nicolas Bargi lo aveva anticipato un anno fa al Luxury Summit del Sole 24 Ore: il marchio di capispalla al 100% animal free Save the Duck - nato da un'idea imprenditoriale dello stesso Bargi e cresciuto fino ad attrarre l'interesse del private equity - stava lavorando a un progetto molto ambizioso:

    – di Giulia Crivelli

    Nicolas Bargi di Save the Duck: «Tutti possiamo fare qualcosa per il pianeta»

    «Sono sempre stato affascinato da un dilemma: meglio dedicarsi a studiare soluzioni a piccoli problemi o questioni quotidiane, che magari possiamo davvero risolvere, o è preferibile pensare anche, o addirittura soltanto, ai grandi problemi? Non mi riferisco a questioni filosofiche o esistenziali,

    – di Giulia Crivelli

    Il fondo Progressio entra in Save the Duck

    «Nell'ultimo anno abbiamo ricevuto veramente tante proposte da fondi, altre aziende del settore e grandi gruppi. L'idea di rafforzarci per crescere ancora più rapidamente era allettante. Abbiamo cercato però di fare tutto con la massima razionalità e tenendo come punto fermo la nostra visione del

    – di Giulia Crivelli

    Il fondo sovrano del Qatar e gruppi asiatici chiedono di entrare come anchor investor nell'Ipo di Moncler

    Secondo alcuni rumors, alcuni grandi fondi sovrani (tra cui il Qatar e gruppi asiatici) avrebbero chiesto di entrare come anchor investor con quote azionarie di rilievo all'interno della quotazione di Moncler. Tuttavia i soci di Moncler (Remo Ruffini, il fondo francese Eurazeo e quello statunitense Carlyle e l'italiana Progressio investimenti) dovrebbero preferire un'azionariato con un flottante più diffuso. Gli azionisti sono ottimisti sull'Ipo. E non potrebbe essere altrimenti se si guardano a...

    – Carlo Festa