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Platone

    IL NOME DELLE COSE - 4. Geografia dei corpi o, di un volto giapponese in metrò

    Ti ho vista nel vagone mentre gli altri guardavano fissi gli schermi a millenovecentoventi per milleottanta pixel dello smartphone, immersi ovunque tranne che lì. Occhi a mandorla. Pensando "geisha" anche se in realtà è solo perché avevo appena finito di leggere le Ombre giapponesi di Lafcadio Hearn. Viviamo in un mondo di ombre, parvenze, parate degli spettri. Il mondo rurale dei tanuki estinto, la grazia arcaica, la natura primigenia e gli spiriti degli antenati, amori, perduti e folli. Gatti...

    – Mauro Garofalo

    L'intelligenza artificiale deve voler bene all'umanità.

    Ho incontrato padre Philip Larrey dopo aver ascoltato una sua intervista a Radio24 nella trasmissione Melog di Gianluca Nicoletti. Padre Philip mentre parla dice spesso il nome della persona con cui si sta confrontando. Può sembrare una cosa scontata ma se ci pensate non capita quasi mai.  E' un modo di porsi che conforta perchè riesce a destare tutta la persona: chi pronuncia il nome riconosce all'altro tutta la sua individualità, il suo essere.  E in fondo questo è il tema centrale del confro...

    – Michele Kettmaier

    IL NOME DELLE COSE - 2. L'ansia della verità subitanea

    Se non so una cosa guardo subito su Internet. Non aspetto. Tanto la Rete sa tutto. Dopo Freud, agita la morte del padre ed estinto il ruolo censorio, "contenitivo" della madre, la società del ventunesimo secolo ha deputato all'algoritmo la qualità più alta: fornire il dna generativo di tutte le idee. Siamo soli. Malati di ansia da risposta immediata. E non è più, o non solo, quanto ci metto a rispondere a una mail, whatsapp, un messaggio. Quanto impiego a usare il pollice opponibile, facoltà ch...

    – Mauro Garofalo

    I Greci e la follia: genio o malattia?

    La definizione di follia, le osservazioni sulle sofferenze del paziente e la sua responsabilità denotano l' attualità del pensiero antico

    – di Véronique Boudon-Millot

    La lezione di De Gasperi, i debiti al posto dei capitali e l'anima da non perdere

    e Gasperi, non un turista della storia, ma uno statista, ancora il più grande della Repubblica. Nella Costituzione del 1947 si trova 70 volte la parola "Repubblica", 50 volte la parola "Stato", 3 volte la parola "Nazione", è del tutto assente la parola "Mercato"! Il prevalere della parola

    – di Giulio Tremonti

    Il liceo classico: perché non va abolito, perché va cambiato

    A cosa "serve" studiare latino e greco? E' una domanda che riceve quasi sempre risposte non molto sensate. In genere oltretutto si concentrano sul solo latino, che insegnerebbe a ragionare (ma è chiaro che la logica sarebbe più utile, o forse addirittura lo studio di quei linguaggi logici artificiali, come il Lojban, che evitano ogni ambiguità); a trovare le etimologie (come se non fosse meno dispendioso consultare un dizionario); a parlar bene l'italiano, (come se non fosse più proficuo leggere ...

    – Riccardo Sorrentino

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