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Philip Watch

    Sector rende omaggio a Patrick de Gayardon

    Tra i marchi in portafoglio a Morellato Group, Sector è tra quelli che nel 2019 riserva le maggiori sorprese e potrebbe dare le maggiori soddisfazioni. Il gruppo guidato da Massimo Carraro infatti è tornato a usare a tutti gli effetti il marchio Sector No Limits, che è quasi un claim e incarna lo

    – di G.Cr.

    Philip Watch compie 160 anni e punta al mix stile-innovazione

    Con i suoi 160 anni, compiuti proprio nel 2018 e festeggiati anche a Basilea, la più importante fiera di settore, Philip Watch può dirsi il più antico marchio italiano di orologi swiss made. Fatto in Svizzera, ma dall'anima veneta: appartiene al gruppo Morellato e quando Massimo Carraro ne parla,

    – di Giulia Crivelli

    Lo sviluppo di Morellato tra licenze, marchi propri e retail

    «Mi sono tenuto lontano dagli eccessi degli scorsi anni, quando alcuni gruppi allestivano a Basilea stand faraonici o addirittura stand multipli, uno per ogni brand. Ma nemmeno penso sia sensato abbandonare la fiera e affittare spazi in città per fare incontri selettivi. Baselworld resta la più

    – di Giulia Crivelli

    Morellato star dei millennial

    «La ripresa economica è arrivata sia in Europa sia in Italia, ma non aspettiamoci un ritorno agli eccessi pre-crisi: il consumatore oggi vuole un prodotto con un ottimo rapporto qualità-prezzo e con uno stile unico. Formula che sta dietro al successo del nostro brand Morellato, in continua

    – di Marta Casadei

    Morellato cresce in Europa e Asia con il «multichannel»

    «Non è semplice fare impresa in Italia e capisco chi ha stretto partnership all'estero o ceduto il controllo dell'azienda. Ma proprio per questo, ogni anno che passa sono più orgoglioso della nostra resilienza e di poter dire che oggi Morellato è il primo gruppo di gioielleria e orologeria in

    – di Giulia Crivelli

    Morellato cresce anche in Italia e tocca i 160 milioni di ricavi

    «Nel 2015 siamo finalmente tornati a crescere, anche in Italia, che per noi resta il primo mercato, seguita da Francia e Spagna. Abbiamo raccolto i frutti degli investimenti fatti, caparbiamente, persino negli anni più difficili della crisi economica globale iniziata nel 2008 negli Stati Uniti. Per

    – Giulia Crivelli

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