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Philip Roth

    Giuvinò, scusate, sapete che ora è?

    Titolo Caro Diario, questa volta direi di cominciare dal titolo, lo devo a una signora con le rughe rischiarate dal sorriso che l'altra mattina, quando mancava giusto qualche minuto alle 7:00, mentre percorrevo di buon passo i Quartieri Spagnoli,  è spuntata d'un tratto dal vicolo dove fa angolo il panettiere e mi ha chiesto "Giuvinò, scusate, sapete che ora è?". Senza che sfotti amico mio, il giovanotto in questione sono proprio io, nonostante i prossimi 64 anni, l'aggravante di una barba di q...

    – Vincenzo Moretti

    Alberto Mantovani, l'immunologo che sa spiegare la scienza con l'arte e il calcio

    Alberto Mantovani sposta le tende per impedire ai raggi del sole di filtrare sul tavolo da lavoro del suo ufficio di direttore scientifico dell'Humanitas di Rozzano, hinterland sud di Milano. «E' una meraviglia», dice guardando fuori. «Il sole, il prato e gli studenti di tutte le nazionalità che

    – di Lello Naso

    Recuperare il potere dell'attenzione: solo così possiamo amare, leggere, scrivere

    Icartelli di pericolo ci esortano a fare attenzione. Attenzione al gradino, all'incrocio, al passaggio di animali, alle buche. Se no cadiamo, precipitiamo, anneghiamo, scivoliamo. Senza attenzione, ci facciamo male. Anche a scuola l'insegnante esorta gli allievi, da secoli: state attenti! Vuol dire

    – di Paola Mastrocola

    Bob Dylan all'Università di Roma Tre (sotto forma di convegno)

    Il Premio Nobel per la Letteratura ha problemi molto seri, lo sapete: da un lato lo scandalo Arnault che ne ha sospeso l'assegnazione, dall'altro il fatto che il letterato degno più di tutti di riceverlo dagli anni Sessanta a questa parte, Mr. Philip Roth, ha lasciato questo mondo infame. E di conseguenza il Nobel, più che Mr. Philip Roth, ha perso un'occasione. Qui però vogliamo parlare dell'ultima assegnazione che ci ha fatto sognare: quella del 2016 a Bob Dylan, con tutta la cantilena di pole...

    – Francesco Prisco

    Perché scrivere? In libreria gli scritti critici di Philip Roth

    Le scritture critiche dei narratori sono sempre benvenute. Ci informano sui libri che hanno amato, sulle loro abitudini professionali, sulla loro vita, e talvolta ci permettono perfino una comprensione più sicura delle loro invenzioni. Ma c'è anche un altro elemento, una garanzia. Il narratore che

    – di Nicola Gardini

    Massimo Bottura: «Il successo? Anima contadina, arte e zero sprechi»

    Lo dichiaro subito: Massimo Bottura, per me, è il più grande chef al mondo. Lo dichiaro così, con la faziosità non razionale di chi pensa che nessun altro attaccante italiano degli anni 70 sia paragonabile al numero 11 del Torino Football Club Paolo Pulici e che Fernand Braudel sia il maggiore

    – di Paolo Bricco

    La verità e il lavoro ben fatto a Lido di Camaiore

    22 Luglio 2018 Caro Diario, questa storia qui inizia ai primi di Giugno quando Chiara Serreli, direttrice del Consorzio Promozione & Sviluppo Le Bocchette, mi chiama per dirmi che ha saputo di me e delle cose che faccio da un amico comune, Simone Bigongiari e che insomma avrebbero piacere che io partecipassi a un ciclo di incontri sulla Verità. "Il programma è articolato in cinque incontri, Verità e Storia, Politica, Musica, Lavoro, Giornalismo", mi dice più o meno, "e abbiamo pensato che il tem...

    – Vincenzo Moretti

    Tenace fustigatore armato di scrittura

    Se n'è andato anche Philip Roth. Non pareva possibile, come se lui l'anagrafe non lo riguardasse, perché fino ai romanzi finali, pur tra molte ombre di morte, ha conservato l'energia degli inizi. E' vero che da qualche anno non pubblicava. La tentazione di smettere, d'altra parte, apparteneva alla

    – di Nicola Gardini

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