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Unione bancaria

Il progetto di Unione bancaria è stato lanciato dai capi di Stato e di governo dell'Ue durante il vertice del giugno 2012. Il progetto, studiato per avere nuovi strumenti comuni con i quali affrontare eventuali crisi finanziarie sistemiche, prevede una vigilanza unica, affidata alla Banca centrale europea a partire dal 4 novembre 2016, dopo aver condotto un'analisi dettagliata sulle banche principali, un meccanismo unico di risoluzione per la ristrutturazione o liquidazione delle banche insolventi e un fondo ad hoc.

Il fondo di garanzia dei depositi (European deposit insurance scheme) serve a garantire in modo uniforme nella Ue i conti correnti, superando la frammentazione delle garanzie nazionali, rendendo le banche meno vulnerabili agli shock locali.

Ultimo aggiornamento 10 ottobre 2017

Ultime notizie su Unione bancaria

    Mes, se l'Italia ha potere di veto a cosa si oppone chi si oppone?

    In realtà, al netto di presunti complotti contro il nostro Paese, il vero nodo è il rapporto incestuoso tra Stato e banche, che da sempre si sostengono a vicenda: una fragilità messa in evidenza dalla crisi del debito sovrano negli anno 2009-15 e che oggi si vuole risolvere

    – di Andrea Boda*

    Gentiloni, confronto sull'Unione bancaria non sarà facile

    Il neo commissario agli affari economici Gentiloni ha detto che la discussione sull'Edis, cioè lo schema comune di garanzia dei depositi, ultimo pilastro dell'Unione bancaria, «non sarà facile». La discussione ha mostrato le differenze tra i Paesi, ma è comunque un inizio

    Governatore Banca di Spagna: «Riforma del Mes essenziale per l'Europa»

    Pablo Hernandez de Cos, 48 anni, governatore della Banca centrale spagnola (da giugno 2018), a Firenze per il progetto 'Young factor' dell'Osservatorio permanente giovani-editori, ha difeso con forza la modifica del meccanismo europeo di stabilità (Mes)

    – di Silvia Pieraccini

    Visco in audizione: negoziare in Europa, ma guai a isolarsi

    Il Governatore ha spiegato che la riforma in gestazione non prevede né annuncia un meccanismo di ristrutturazione dei debiti sovrani; e ha ricordato che anche la verifica della sostenibilità del debito prima della concessione degli aiuti è già prevista dal Trattato vigente

    – di Rossella Bocciarelli

    Mes, la riforma slitta al 2020. L'Eurogruppo: il testo non si cambia

    Non ci sono ragioni per cambiare il testo della riforma del meccanismo salva-Stati: così il presidente dell'Eurogruppo Centeno, annunciando che la firma del nuovo Trattato avverrà all'inizio del 2020. Conte afferma di non vedere rischi: «Quando sarà firmato, decideranno i responsabili politici dei singoli Paesi»

    Ma se l'Italia ha potere di veto a cosa si oppone chi si oppone al Mes?

    Negli ultimi giorni si sta facendo un gran parlare dell'ESM, lo European Stability Mechanism che nel dibattito italiano viene spesso chiamato MES. L'Eurogruppo si appresta ad approvarlo e la discussione sui dettagli si sta infervorando. In realtà questa riforma è in fase di negoziazione a livello continentale da quasi due anni, e il testo attualmente in discussione è stato approvato già a Dicembre 2018 e poi rivisto e riapprovato nel Giugno 2019. Da dove nasce il discorso? La crisi del debito s...

    – Andrea Boda

    Mes: non sarà una rivoluzione, sul debito esclusi i tagli automatici

    Tutti gli Stati membri dell'euro si augurano che il meccanismo in futuro non debba aiutare più nessun Paese, e che si limiti a vigilare sulla stabilità dell'Eurozona, tenendo lontana la speculazione con la sua portata deterrente e la potenza di fuoco e d'intervento inutilizzata pari a 410,1 miliardi di euro

    – di Isabella Bufacchi

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