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Tasso di copertura

I crediti deteriorati si dividono in varie tipologie: gli scaduti, i ristrutturati, gli incagli e le sofferenze. Questi ultimi sono i crediti di difficilissimo recupero: si tratta di quei finanziamenti erogati a famiglie o imprese che non riescono più a pagare le rate. Quando un credito diventa deteriorato (ed entra in una di quelle fattispecie), la banca deve effettuare una rettifica di valore in bilancio. A seconda di quante siano le probabilità di recupero di quel credito, a seconda delle garanzie esistenti e a seconda del tempo passato dal pagamento dell'ultima rata, la banca deve effettuare maggiori o minori rettifiche. Così nasce il cosiddetto tasso di copertura: si tratta del rapporto tra le rettifiche di valore e il valore lordo del credito deteriorato. Una banca che ha 100 milioni di crediti deteriorati e li svaluta a 40, ha un tasso di copertura del 60%. Ovvio che un tasso di copertura elevato indica un atteggiamento prudente della banca: perché riduce la propria esposizione, incassando subito le perdite, su quel credito. Ridurre il tasso di copertura significa invece aumentare i rischi potenziali.

Ultimo aggiornamento 26 febbraio 2016

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