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Reintegro automatico

Se il licenziamento intimato dal datore di lavoro è riconosciuto come discriminatorio, per ragioni di credo politico o fede religiosa, di discriminazione razziale, di lingua o di sesso, di età o per motivi ritorsivi o di rappresaglia, è previsto il reintegro automatico del lavoratore nel posto di lavoro, indipendentemente dal numero dei dipendenti occupati in azienda. Al lavoratore, secondo l'articolo 3 della legge 108/1990, spetta, oltre alla reintegrazione, anche il risarcimento del danno, pari a tutte le retribuzioni e contribuzioni previdenziali e assistenziali maturate dalla data del licenziamento fino alla data dell'effettiva reintegrazione, in misura non inferiore a cinque mensilità. Il lavoratore può optare per 15 mensilità in luogo della reintegra.

Ultimo aggiornamento 26 febbraio 2016

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