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Mobbing

Il termine mobbing (dal verbo to mob, "assalire", "accerchiare") è stato coniato agli inizi degli anni Settanta dall'etologo Konrad Lorenz per descrivere un particolare comportamento aggressivo tra animali della stessa specie con l'obbiettivo di escludere un membro dello stesso gruppo. È stato applicato al comportamento umano nei luoghi di lavoro dallo psicologo svedese Heinz Leymann. Nel mondo anglosassone si utilizza il termine bullying.

Ultimo aggiornamento 26 febbraio 2016

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Ultime notizie su Mobbing

    Libertà e lavoro, un connubio impossibile?

    Sono quei casi che vanno dal mobbing, alla discriminazione di genere, fino alle più sottili forme di esercizio del potere discrezionale dei capi rispetto ai dipendenti.

    – di Vittorio Pelligra

    Dare nome e forma alle emozioni

    A livello online un fenomeno altrettanto classico è quello del mobbing, dell'insulto generalizzato o dell'istigazione all'odio.

    – Giuliano Castigliego

    Suicidi France Télécom, condannato Didier Lombard

    L'ex presidente-direttore generale dovrà scontare una pena di un anno (ma otto mesi sono coperti dalla condizionale) per mobbing morale. ... Dopo dieci anni, l'ex presidente-direttore generale Didier Lombard è stato condannato per mobbing morale, insieme al suo ex numero due Pierre Wenès e all'ex direttore delle risorse umane Olivier Barberot, alla pena massima prevista in quel periodo: un anno di carcere (ma otto mesi sono coperti dalla condizionale) e 15mila euro di multa.

    Reato di maltrattamenti in famiglia solo se c'è rapporto para-familiare tra datore e lavoratore

    Le pratiche persecutorie realizzate ai danni del lavoratore dipendente e finalizzate alla sua emarginazione (mobbing) possono integrare il delitto di maltrattamenti in famiglia esclusivamente se il rapporto tra il datore di lavoro e il dipendente assume una natura para-familiare, perché è caratterizzato da relazioni intense e abituali, dal formarsi di consuetudini di vita tra i soggetti, dalla soggezione di una parte nei confronti dell'altra, dalla fiducia riposta dal soggetto più debole del...

    Il dirigente pubblico condannato per mobbing risponde dei danni erariali

    Per quanto riguarda i dipendenti pubblici, la giurisdizione è del giudice amministrativo per il personale non contrattualizzato, e per le controversie nelle quali il mobbing è legato ad atti giuridici specifici, tramite ordini, disposizioni e... In caso di condanna dell'amministrazione pubblica per un fatto di mobbing messo in atto da un suo dirigente, quest'ultimo è tenuto a risponderne davanti alla Corte dei conti per danno erariale indiretto, avendo violato i fondamentali obblighi di...

    L'intento persecutorio deve essere legato a fatti oggettivi

    La circostanza che le stesse condotte siano state percepite dal lavoratore come atti vessatori messi in atto contro di lui, non può portare a ritenere sussistente l'ipotesi di mobbing, che deve in ogni caso essere ancorata a risultanze oggettive.

    Il demansionamento rileva anche senza intento persecutorio

    Il danno da demansionamento e il danno da mobbing sono due situazioni giuridiche distinte: il mobbing, diversamente dal demansionamento, è caratterizzato dall'esistenza di un intento persecutorio da parte del datore di lavoro. Il demansionamento, se provoca danni morali e professionali, dà diritto al risarcimento indipendentemente dalla ulteriore sussistenza del mobbing, in base all'articolo 2103 del Codice civile che impone di adibire il lavoratore alle mansioni per le quali è stato assunto...

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