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Lavoro agile

Modalità flessibile di esecuzione del rapporto di lavoro subordinato: in pratica la prestazione lavorativa “agile” dovrà essere eseguita in parte nei locali aziendali e in parte in altro luogo, purchè vengano definiti orario di lavoro giornaliero e settimanale. Il lavoratore può utilizzare strumenti informatici e tecnologie aziendali. Mercoledì scorso, con il via libera del Senato,è stata introdotta una nuova normativa che in parte modifica la precedente e che d’ora in avanti si applicherà a tutti i rapporti di lavoro agile (o «smart working», anche a quelli basati su patti precedenti.

Ultimo aggiornamento 14 maggio 2017

Ultime notizie su Lavoro agile

    South working, l'esercito delle neoingegnere e una idea "pazza" per il Sud d'Italia

    A partire da Palermo Hub, una rete di organizzazioni sparse per il mondo e parte del World Economic Forum, con l'obiettivo di favorire lo sviluppo sociale e economico sul territorio, che il mese scorso ha lanciato il famoso movimento #SouthWorking, per promuovere il lavoro agile al sud, ma come spazio globale, che purtroppo è stato recepito e sintetizzato con "lavorare al mare", mentre si tratta di qualcosa di molto diverso.

    – Cristina Da Rold

    Più smart working per tutti? Prima serve una legge seria

    Col lockdown il lavoro agile è stato protagonista. ... Mai come negli ultimi mesi abbiamo sentito parlare di lavoro agile, e i prossimi, con un probabile rinnovo della disciplina straordinaria in materia, non saranno diversi. ... Non vogliamo qui dilungarci nei numerosi aspetti sia tecnici che definitori (in particolare sulla distinzione, tutt'altro che formale tra lavoro agile e telelavoro) sui quali molta confusione si è fatta nei giorni dell'emergenza.

    – di Francesco Seghezzi*

    Orari, reperibilità, riposo: cosa prevede il Ddl sullo smart working

    In Senato c'è già un disegno di legge, depositato a fine maggio presso la Commissione Lavoro da 21 esponenti M5S, prima firmataria Sabrina Ricciardi. Tra le misure previste: le fasce concordate di reperibilità del lavoratore, al di fuori delle quali non può essere chiamato; le prestazioni da svolgersi in un arco temporale non superiore alle 13 ore giornaliere; un periodo di riposo minimo di 11 ore ogni 24 e di 48 ore dopo 5 giorni di lavoro consecutivo

    – di Andrea Gagliardi

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