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Ius variandi

Dal 1993 il Testo unico bancario (Tub), derogando alla disciplina civilistica, ha fornito linfa vitale alla pratica bancaria di introdurre modifiche unilaterali delle condizioni contrattuali sfavorevoli per il cliente (il cosiddetto ius variandi) nei rapporti di conto corrente, deposito titoli, libretti di risparmio e carte di pagamento. Tutti contratti a tempo indeterminato dove è comunque lecito attendersi ritocchi qualora sussista un giustificato motivo. Le banche hanno deciso di inserire la clausola dello ius variandi anche nei contratti di finanziamento a tempo determinato, ora oggetto di modifica

Ultimo aggiornamento 26 febbraio 2016

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