Parole chiave

Free risk

Con questo termine si intende il concetto di «rischio zero». Questo è sempre stato il biglietto da visita dei titoli di Stato dei Paesi occidentali: sono sempre stati considerati investimenti a rischio zero. In realtà gli ultimi anni di crisi hanno dimostrato che nulla è a rischio zero: anche i BTp italiani si sono dimostrati nel 2011-2012 molto pericolosi. Ma in un certo senso anche i titoli tedeschi o americani (tutt’ora considerati free risk) un rischio lo presentano: quello del deprezzamento. Il concetto di «free risk» riguarda infatti solo il rischio di default dello Stato emittente. Ma un investitore deve anche valutare il rischio di comprare un titolo con prezzi alti e con alte probabilità di ribasso: in questo senso, anche il Bund (che ha rendimenti bassi e prezzi elevati) un rischio lo presenta.

Ultimo aggiornamento 26 febbraio 2016

ARGOMENTI CORRELATI: Prezzi e tariffe | Free risk |

Ultime notizie su Free risk

    Cosa manca all'Area Euro per rendere felici i suoi cittadini?

    Post di Lorenzo Padella, laureato con lode in Economia e Finanza all'Università di Pisa, master in Inghilterra in Behavioural Economics ed in Germania (in corso) per specializzarsi in International Financial Economics - Il processo di integrazione europea nasce come risposta alla Seconda Guerra Mondiale allo scopo di evitare che ideologie nazionali autoritarie possano dar luce a nuovi conflitti. In effetti, il periodo che va dalla fine delle ostilità nel 1948 ad oggi è il più largo orizzonte te...

    – Econopoly

    Cambia l'Euribor, per le banche italiane conto fino a 2 miliardi

    La riforma dei benchmark del mercato monetario dell'area euro si avvicina a grandi passi, potrebbe cogliere impreparate molte banche che ancora non hanno messo bene a fuoco la questione e rischia di presentare al sistema finanziario italiano un conto fino a due miliardi di euro, secondo le stime di Boston Consulting

    – di Maximilian Cellino

    Mutui, primi rincari per quelli a tasso fisso

    Dopo una lunga stagione di continui ribassi, i tassi dei nuovi mutui iniziano a salire. Ma non è colpa dello spread tra i BTp e i Bund. Mentre tutti guardano le montagne russe dei nostri titoli di Stato e temono l'impatto sui mutui futuri, a "colpire" per primo gli italiani che cercano casa è stato

    – di Morya Longo

    Un «concorso di bellezza» per scegliere il futuro Euribor

    «Quale dei tre candidati ritenete possa essere il tasso free-risk più appropriato per l'Eurozona?» Il futuro Euribor potrebbe essere scelto in questo modo: attraverso un sondaggio fra gli operatori del settore (banche soprattutto, ma anche autorità regolamentari) che tanto assomiglia a un concorso

    – di Maximilian Cellino

    Nella «giungla» dei tassi intrappolati oltre 3mila miliardi di prestiti e bond

    Eonia ed Euribor, vecchi e nuovi, ma anche Ester e il free-risk rate alternativo che ancora deve essere prima individuato e poi battezzato. Gira davvero una babele di nomi attorno alla complessa riforma dei parametri di riferimento dei mercati monetari, investiti prima dai risvolti della crisi

    – di Maximilian Cellino

    Se la cedola di Piazza Affari batte il BTp

    Il risparmiatore di Piazza Affari ha messo in tasca questa settimana una maxi-cedola da oltre 2 miliardi di euro. Si tratta della prima tranche di dividendi che le società quotate sul listino milanese pagheranno quest'anno per una cifra complessiva superiore ai 20 miliardi. L'ammontare delle cedole

    – di Christian Martino

    Parte la rivoluzione Usa sui tassi: incognita volatilità sui mutui

    Il Libor torna a far parlare di sé per quello scostamento rispetto al valore del tasso overnight (Ois) che in passato è stato uno dei segnali di tensione sui mercati monetari proprio quando negli Stati Uniti (e anche in Gran Bretagna) si prepara il terreno per rendere effettivo il suo

    – di Maximilian Cellino

    Ora Wall Street punta sulla politica fiscale

    E' trascorsa appena una settimana da quel dato non certo rassicurante che evidenziava un rallentamento della crescita statunitense nel secondo trimestre 2016 che già è ora di ricredersi sulle potenzialità della prima economia mondiale, che continua a creare invece posti di lavoro a spron battuto.

    – Maximilian Cellino

1-10 di 44 risultati