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FESR

Il Fesr - acronimo che sta per Fondo europeo di sviluppo regionale - è il Fondo che contribuisce principalmente allo sviluppo e all’adeguamento strutturale delle regioni europee considerate in ritardo di sviluppo, nonché alla riconversione economica e sociale di quelle che sono riconosciute alle prese nel loro territorio con difficoltà, non semplicemente congiunturali, tipicamente strutturali.

Ultimo aggiornamento 11 gennaio 2017

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Ultime notizie su FESR

    Più tempo per aderire ai bandi che finanziano le imprese della "Valle dello Star Bene"

    Comelico, territorio interamente alpino all'estremità più settentrionale del Veneto e della provincia di Belluno. Un territorio complesso, a maggior ragione dopo la tempesta dello scorso ottobre, ma con l'ambizione di crescere e - come spiegano i documenti e le idee al centro della progettualità dell'area - diventare la "valle dello star bene". Per questo, però, servono risorse. La Regione del Veneto ha prorogato al 28 ottobre prossimo il termine entro cui sarà possibile presentare la domanda ...

    – Barbara Ganz

    L'Emilia Romagna cresce con l'export ma il futuro è incerto

    Nel 2018, l'economia della Regione è cresciuta grazie alle vendite estere e agli investimenti. Con effetti benefici su occupazione e consumi. Ma tra Brexit e dazi, l'eccessiva apertura del sistema pone dubbi sul futuro

    – di Laura Cavestri

    Climate change: incentivi europei per l'industria pulita

    Il cambiamento di percezione europea sui rischi del cambiamento climatico e sulla necessità di riconvertire il sistema industriale verso un modello a basso impatto è fotografato innanzitutto dai numeri. Il Quadro finanziario pluriennale 2014-2020 dell'Unione europea fu firmato con la previsione di

    – di C.Fo.

    Fondi Ue, entro fine anno 3,24 miliardi da spendere

    Entro fine anno l'Italia deve spendere 3 miliardi e 238 milioni di euro dei programmi operativi regionali e nazionali per non perdere la quota di risorse comunitarie (Fondo di sviluppo regionale e Fondo sociale) che a spanne vale circa 2 miliardi di euro. In termini di distanza dall'obiettivo a

    – di Giuseppe Chiellino

    Nodo produttività per l'Abruzzo che cresce un terzo del 2017

    Tra i volani di crescita spiccano le vendite all'estero del settore manifatturiero, che già nel 2015 hanno recuperato i livelli pre-crisi, anche se con andamenti molto differenziati tra i vari settori.Secondo i dati della Rilevazione sulle forze di lavoro Istat, nella media del 2018 l'occupazione in Abruzzo è infatti cresciuta dell'1,6%, quindi più di quanto registrato in Italia e nel Sud, anche se la fase espansiva si è interrotta nella seconda parte dell'anno

    – di Vittorio Nuti

    L'Umbria non aggancia la ripresa. Scarsi investimenti e innovazione

    Secondo Banca d'Italia, la regione fatica ad uscire dalla crisi. A pesare maggiormente, lo scarso grado di innovazione delle imprese (piccole e poco patrimonializzate) , della pubblica amministrazione e la bassa produttività del lavoro.

    – di Silvia Pieraccini

    In Toscana è stagnazione. Cresce il turismo ma resta il gap tecnologico

    La macchina dell'economia toscana ormai marcia a singhiozzo, e il rischio è che si stia ingolfando. «Sostanziale stagnazione», certifica la sede fiorentina della Banca d'Italia nel report annuale relativo al 2018 e all'inizio del 2019, nel quale esprime preoccupazioni per i segnali di peggioramento

    – di Silvia Pieraccini

    All'Università della Calabria il primato per il trasferimento tecnologico alle imprese

    L'Industry Income valutato dalla rivista Times Higher Education vede al primo posto in Italia l'ateneo calabrese. Le sinergie con il mondo produttivo trovano un sostegno importante nei fondi strutturali europei. Il Programma regionale 2014-2020 ha finanziato più di 300 imprese, 314 i ricercatori assunti

    – di Donata Marrazzo

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