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Discriminatori

Secondo lo Statuto dei lavoratori è nullo qualsiasi atto diretto a «licenziare un lavoratore a causa della sua affiliazione o attività sindacale ovvero della sua partecipazione ad uno sciopero», Nulli anche i licenziamenti attuati «a fini discriminazione politica, religiosa, razziale, di lingua e di sesso». Nelle aziende che hanno meno di 15 dipendenti, il licenziamento discriminatorio è l'unico caso in cui il datore di lavoro è obbligato alla reintegra. Aoltre alla reintegrazione nel posto di lavoro è previsto anche il pagamento, quale risarcimento del danno subito, di una indennità commisurata alla retribuzione

Ultimo aggiornamento 26 febbraio 2016

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