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Disavanzo primario

Il disavanzo o deficit primario nel bilancio pubblico è il saldo negativo tra le entrate e le uscite, senza considerare gli oneri sostenuti per il pagamento degli interessi sul debito pubblico. Si contrappone all'avanzo primario o surplus. È un importante indicatore dello stato di salute dei conti pubblici perché misura di fatto la capacità delle amministrazioni centrali di sostenere le proprie politiche. A lungo in Italia, ma anche in altri Paesi occidentali, si è ritenuto che la crescita dell'economia sia favorita da un Governo generoso, che distribuisca a piene mani, creando un deficit pubblico da finanziare con nuovo debito. Le cose non sono tuttavia così semplici: non sempre il disavanzo si traduce in maggiori consumi pubblici, quelli che entrano nella contabilità del Pil. Né è chiara, anche per la complessità di strumenti e obiettivi della politica, la moltiplicazione nel tempo degli effetti delle spese pubbliche. Non mancano d'altra parte esempi di Paesi in surplus che crescono: il più classico e significativo sono gli Stati Uniti di Bill Clinton. L'avanzo/disavanzo primario va ovviamente distinto dall'avanzo/disavanzo pubblico, che invece tiene conto della spesa per interessi sul debito accumulato.

Ultimo aggiornamento 26 febbraio 2016

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