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Paolo Baffi

    Partite Iva, Quinto Stato senza tutele ed emblema di una società diseguale

    Qualche giorno fa Alessandro Baricco su Repubblica ha invitato gli intellettuali a far emergere pensieri "audaci" per la fine dell'emergenza coronavirus. Sì, ne usciremo. Presto o tardi ci libereremo di questo maledetto virus. Tra le cose scritte da Baricco, una mi ha colpito e la riporto tale e quale: "Se c'è un momento in cui sarà possibile redistribuire la ricchezza e riportare le disuguaglianze sociali a un livello sopportabile e degno, quel momento sta arrivando. Ai livelli di diseguaglian...

    – Beniamino Piccone

    Isveimer e Ventriglia, alcune utili note prima di parlare di banca pubblica

    Per mascherare agli occhi dell'Unione Europea il salvataggio della Banca Popolare di Bari, il governo ha messo all'ordine del giorno del Consiglio dei ministri la costituzione di una Banca Pubblica di Investimento. Il ministro degli Esteri Luigi Di Maio ha puntualizzato al Sole 24 Ore che i margini per destinare parte dei 900 milioni destinati alla Popolare di Bari alla "Banca del Sud" "ci devono essere". E ha proseguito: "In ogni caso una cifra importante sarà destinata alla nuova banca pubblic...

    – Beniamino Piccone

    Fatti, non retorica: l'esempio di Baffi

    A trent'anni dalla morte, un volume restituisce l'impegno e la complessità dell'azione del governatore della Banca d'Italia tra il 1975 e il 1979: uno dei tornanti più fragili della storia italiana

    – di Mauro Campus

    Il ritorno dello Stato imprenditore modello Iri? Scelta senza senso

    Di fronte alle vicende di Alitalia ed ex Ilva, il ministro Stefano Patuanelli ha dichiarato che il governo è pronto a rispolverare l'IRI. Dimenticando forse come la concorrenza sia l'unico fattore che riesce a mantenere le aziende sane nel mercato

    – di Beniamino Andrea Piccone*

    Il senso dello Stato ricordando Ambrosoli e Baffi

    Suona quasi come uno schiaffo la scelta di dedicare al senso dello Stato la Giornata della virtù civile 2019, che quest'anno non ricorda solo Giorgio Ambrosoli (nel quarantennale dell'assassinio), ma anche Paolo Baffi nel trentennale della morte. Uno schiaffo salutare, vista «la semiparalisi

    – di Marco Ferrando

    Baffi, l'intellettuale liberista in un'epoca difficile

    Governatore di via Nazionale fra il 1975 e il 1979, subentrò a Guido Carli nella guida di via Nazionale quando l'Italia era caduta in una fortissima recessione, innescata dallo shock petrolifero e dalla stretta creditizia concordata con il Fondo monetario per contrastare il forte squilibrio nei conti con l'estero, l'impennata di un'inflazione a due cifre, il deprezzamento della lira

    – di Rossella Bocciarelli

    L'esempio di Silvio Novembre, una vita per la cultura del rispetto delle regole

    Siccome la memoria è l'arma dei deboli contro i forti, è un dovere civico oggi ricordare Silvio Novembre, scomparso l'altra notte a Milano. Maresciallo della Guardia di finanza, fu tra i principali collaboratori di Giorgio Ambrosoli durante la liquidazione della Banca Privata Italiana del banchiere-bancarottiere Michele Sindona, mandante dell'omicidio di colui che è stato definito da Corrado Stajano "Un eroe borghese". Nel corso delle ricerche storiche sulla figura di Paolo Baffi, ogni qualvolt...

    – Beniamino Piccone

    Giorgio Ambrosoli, il senso dello Stato

    Come ebbe a spiegare nel 2010 Giulio Andreotti in uno dei suoi rari empiti di sincerità, l'avvocato Giorgio Ambrosoli, commissario liquidatore delle banche di Michele Sindona, era uno che «se l'andava cercando». Fosse stato più prudente, non si sarebbe opposto in modo così inflessibile ai

    – di Raffaele Liucci

    Ambrosoli, ancora oggi una luce nella notte italiana

    Oggi al Teatro Grassi di Milano la cerimonia di consegna del Premio Giorgio Ambrosoli, a quarant'anni dalll'omicidio del liquidatore della Banca Privata del finanziere Michele Sindona. Presente il capo dello Stato Sergio Mattarella

    – di Guido Gentili

    Anna Lorenza Gorla: «In Mario Draghi riconosco gli stessi valori di mio marito»

    «Quarant'anni dopo, è andata come scriveva suo marito? Direi proprio di sì». In una mattinata di riflessioni e ricordi, un'unica volta le lacrime bagnano il ciglio di Anna Lorenza Gorla in Ambrosoli, per tutti Annalori. Quando rievoca quella lettera, presagio di morte e testamento di vita, con cui

    – di Raffaella Calandra

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