Le nostre Firme

Paolo Armaroli

    Un deputato impedito per decreto

    Il caso di Guido Guidesi, deputato della Lega impossibilitato a esercitare un diritto-dovere prescritto dalla disposizione regolamentare

    – di Paolo Armaroli

    Il trasformismo tra popolo e Parlamento

    E' un bene che i parlamentari rappresentino l'intera Nazione e non siano legati mani e piedi ai loro partiti. Ma questo divieto è diventato la foglia di fico dei più inverecondi ribaltoni. E allora, ecco la ricetta: i parlamentari che comunque alterino i rapporti di forza tra maggioranza e opposizione espressi dal corpo elettorale siano dichiarati decaduti.

    – di Paolo Armaroli

    Spadolini tra cronaca e storia le tante vite di un italiano unico

    Questo libro di Cosimo Ceccuti su Giovanni Spadolini è un libro a sua insaputa. Non si tratta di un gioco di parole e tanto meno di una frase a effetto. Perché le cose stanno così. Un allievo di Ceccuti, Gabriele Paolini, ha pensato di mettere in fila i maggiori contributi di Ceccuti dedicati

    – di Paolo Armaroli

    Il decreto crescita e la certezza del diritto

    Il 4 aprile il Consiglio dei ministri adotta un decreto Crescita che suona bene all'orecchio. Una gravidanza isterica? Parrebbe di sì. Perché i giorni passano e il provvedimento non arriva al Quirinale per l'emanazione. Eppure il Colle è a un tiro di schioppo da Palazzo Chigi.

    – di Paolo Armaroli

    Giuseppe Conte, un prof nella tormenta

    Giuseppe Conte, beato lui, era un uomo felice d'esistere. E non possiamo dargli torto. Approdato a Roma dal borgo natio, ben presto si fa onore. Un corso regolare di studi, e non è da tutti di questi tempi. Una laurea in giurisprudenza ottenuta con pieno merito. E pressoché in contemporanea si

    – di Paolo Armaroli

    Il dilemma di Di Maio: sottomettersi o dimettersi

    15 agosto 1877. Léon Gambetta, repubblicano puro e duro, pronuncia a Lille un discorso memorabile. Dichiara: «Quando la Francia avrà fatto intendere la propria voce sovrana, datemi retta, Signori, bisognerà sottomettersi o dimettersi». Il suo bersaglio era il presidente della Repubblica Patrice de

    – di Paolo Armaroli

    Governo in panne in attesa di Godot

    La trimurti ministeriale - vale a dire il presidente del Consiglio Giuseppe Conte e i due vice, Luigi Di Maio e Matteo Salvini - si vanta di essere a capo di un governo del cambiamento. Sarà forse per questo che rispetto al passato le anomalie istituzionali non finiscono mai.

    – di Paolo Armaroli

    La battaglia tra i diarchi e i costi per il governo

    I nodi, prima o poi, vengono al pettine. Un vero e proprio programma di governo, come quelli che si sono succeduti in tutto l'arco della nostra Repubblica, non c'è mai stato. Il famoso contratto tra due contraenti distanti e distinti tra loro ne ha rappresentato un pallido surrogato che con

    – di Paolo Armaroli

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