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Padiglione Italia

    Biennale di Venezia, l'arte italiana è un polline

    Il Padiglione Italia alla Biennale di Venezia ha una storia recente tormentata, con proposte credibili di livello alternate a mostre controverse e discutibili. Della scorsa edizione, di buon livello, rimane negli occhi soprattutto lo spettacolare, intenso intervento di Roberto Cuoghi. Per la

    – di Stefano Castelli

    Alberghi e padiglioni, Venezia inaugura la Biennale dei record

    Attraverso la lente della storia le questioni irrisolte della democrazia americana potrebbero essere il pezzo forte di questa 58ª Biennale Arte. Al centro del Padiglione Usa la scultura di Sally Hemings, la donna schiavizzata da cui il presidente Thomas Jefferson ebbe cinque figli è parte

    – di Marilena Pirrelli

    Il talento scoperto prima della Biennale

    In tempi non sospetti diversi artisti che vedremo in Biennale sono entrati far parte della Collezione di Mauro De Iorio. Medico radiologo, colleziona da circa 15 anni. Possiede circa 500 opere con un ritmo di acquisto di 20-30 opere all'anno. Tra gli artisti presenti in Biennale ben 19 sono nella

    – di Maria Adelaide Marchesoni

    Le gallerie sostengono Venezia

    Dagli anni '90 non si ferma il processo di biennalizzazione dell'arte, il fenomeno della proliferazione di esposizioni biennali in ogni parte del mondo. Gli ultimi esempi sono Oslo, Riga e addirittura Nolo, il toponimo in uso per indicare il quartiere di Milano a nord di Piazzale Loreto. Eppure la

    – di Silvia Anna Barrilà

    Non solo Greta. Un altro sguardo su metamorfosi e grandi cambiamenti climatici

    L'ultima è quella che tutti conoscono, la fine dei dinosauri. Dopo cinque estinzioni di massa, il Pianeta sta per assistere alla sesta, provocata non da un meteorite, ma dall'uomo. Questa non è l'ennesima profezia catastrofista, né l'ultimo lapalissiano richiamo a Greta Thunberg, a gretismi,

    – di Nicoletta Polla Mattiot

    Green economy e futuro delle terre alte

    Il territorio è anche rivoluzione dello sguardo. Che segna il nostro osservare passando dalle economie alle geografie dello sviluppo. O dalla skyline delle città all'orizzonte delle smart land, dalle smart city delle archistar alle terre alte delle montagne. Riprendendo in forme nuove i dislivelli

    – di Aldo Bonomi

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