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Nietzsche

    Quando felicità fa rima con immoralità

    Ho riletto L'immoralista di Gide. Tempo di riletture, da qualche anno. Si rivede la vita, alla mia età, quindi, perché no?, si rivedono anche i libri letti. Spesso non si ricorda d'averli letti e si scopre a un certo punto, magari dopo pagina 100, una sottolineatura, un appunto in margine a matita.

    – di Paola Mastrocola

    Roberto Rossellini a lezione di psicodramma da Jacob Levi Moreno

    Un outsider della cultura del Novecento. Collocato a fianco - discosto, ma non in una posizione marginale - rispetto alla montagna dei giganti: Freud e Jung, Klein e Reich. In parte dimenticato o, meglio, trascurato. Soprattutto in Europa. Meno negli Stati Uniti e in Sud America, in particolare in

    – di Paolo Bricco

    Smartphone, che schiavitù!

    Con copyright Giulio Tremonti («Le tre profezie», ora in libreria) viene rievocata la previsione del Faust di Goethe sul potere mefistofelico del denaro e del mondo digitale, accostata al razionale pessimismo di Leopardi, quanto alla crisi della nostra civiltà, destinata a divenire sempre più

    Europa: che fare? Ecco una risposta possibile a populismi e nazionalismi

    I regimi totalitari nascono, si consolidano e, soprattutto, diventano riconoscibili, nel momento in cui i confini di uno stato si fanno netti e invalicabili, le etnie e il loro colore acquisiscono tratti distintivi, i simboli prevalgono sulla libertà d'azione, gli -ismi invadono il pensiero comune e connotano la quotidianità d'un popolo. I loro ideologi s'insinuano quasi sempre nelle pieghe delle crisi economiche, nel cui alveo si proclamano interpreti dell'afflizione e dell'insoddisfazione dell...

    – Francesco Mercadante

    L'amicizia al tempo dell'esilio

    Non fu vera amicizia. Ma molto ebbero lo stesso in comune, Italo Svevo e James Joyce. Due grandi della letteratura che vennero in contatto agli inizi del secolo scorso a Trieste. Il primo ci era nato, anche se aveva fatto gli studi a Segnitz in Baviera, e aveva sposato Livia, la figlia di Gioachino

    – di Renzo S. Crivelli

    Oggi il grande regista Béla Tarr è a Locarno per la rassegena "L'immagine e la parola"

    Béla Tarr non girerà più film. Il suo proposito è ferreo, nonostante la sua ultima opera, Il cavallo di Torino, abbia vinto l'Orso d'argento, gran premio della giuria alla Berlinale nel 2011. Il regista ungherese si dedica esclusivamente alla didattica, seguendo giovani cineasti, come farà a Locarno per L'immagine e la parola, dal 29-31 marzo, l'iniziativa primaverile del Locarno Festival. Qui terrà un workshop ed incontrerà il pubblico in occasione della proiezione di Il cavallo di Torino (20...

    – Cristina Battocletti

    Tremonti: «La Via della Seta? Per la Cina è un progetto geopolitico globale»

    «Da martedì la Via della Seta fa tappa in Italia. Più del Memorandum che il Governo italiano si appresta a firmare, va letta la Costituzione cinese dove nell'ottobre del 2017 è stata introdotta la Via della Seta come strumento di proiezione geopolitica della Cina». L'ex ministro dell'Economia

    – di Alessandro Graziani

    Cacciari, il foedus e la sovranità

    Si può coinciliare l'idea, fondamentale, del foedus, del patto, con quello di sovranità? Massimo Cacciari ha tenuto il 15 marzo una conferenza, allo Iulm di Milano sulla Crisi dell'idea europea (ma il titolo giusto sarebbe stato: L'idea europea della crisi). Una lezione tanto interessante, persino esaltante, quanto deludente. La prima parte è stata di altissimo livello: l'identità plurale, politeistica dell'Europa, non riconducibile all'unità, che si definisce attraverso la relazione con l'iden...

    – Riccardo Sorrentino

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