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    Bitcoin, i rischi e l'evoluzione del sistema di pagamento globale

    Cominciai la mia carriera lavorativa in una banca americana. Nonostante in alcuni casi abbiano dimostrato un'eccessiva propensione al rischio, basti ricordare il 2008. Quando entri in banca ti inculcano un'attitudine al rischio molto prudente. Lasciai la banca dopo due anni per una trading house svizzera, dove il concetto di rischio era molto meno prudente. Il trasporto di diesel da una raffineria nel mezzo della Siberia al Mar Baltico, fu la prima transazione che dovetti strutturare. La seconda...

    – Gianluca De Stefano

    Antitrust per l'innovazione

    Sul finire degli anni Novanta del secolo scorso, la Sun Microsystems era impegnata in una battaglia epocale contro la Microsoft. Il suo capo, Scott McNealy, non perdeva occasione per criticare aspramente le condotte anticompetitive del suo avversario, Bill Gates, il capo della Microsoft. La Sun era un'impresa essenziale per lo sviluppo innovativo dell'industria che andava nascendo su internet. E tra l'altro aveva creato Java, un linguaggio di programmazione per scrivere software capace di girare...

    – Luca De Biase

    Cambia il vento dell'economia globale. E l'Italia è a rischio recessione

    Quando Bob Dylan intonava la sua famosa canzone Blowin' in the Wind, erano gli anni 60 del secolo scorso, bastava un soffio di vento per portare un po' di ottimismo esistenziale. Già da alcuni mesi sta cambiando il vento dell'economia: la globalizzazione degli ultimi decenni molto ha prodotto,

    – di Piero Fornara

    Derivati = il male? Ecco come il linguaggio sfrutta ignoranza e carenze di identità

    Dire che i derivati sono il male della finanza equivale a dire che la frutta fa bene ed è gustosa, ma la macedonia è dannosa e disgustosa. Non a caso, s'è diffusa presto la notizia secondo cui il loro valore in circolazione supererebbe abbondantemente i 500 trilioni di dollari. Il modo in cui si 'si dice' qualcosa determina sia il gradimento sociale della sortita linguistica sia il successo di chi parla o scrive o fa ciecamente e biecamente propaganda. Non a caso, se consultiamo la Banca dei Reg...

    – Francesco Mercadante

    Scoop e hi-tech, così è rinato il Washington Post di Jeff Bezos

    E' un giornale storico e che la storia l'ha fatta. Ma nel 2013 il Washington Post era solo l'ombra di se stesso. Premi Pulitzer per lo scandalo Watergate ormai archiviati, la famiglia Graham, che da tempo immemore lo controllava, sull'orlo del collasso. Finché a farsi editore non arrivò Jeff Bezos:

    – di Marco Valsania

    Tassa sul digitale velleitaria, meglio puntare sulla concorrenza

    E' discutibile se dire che i dati sono il petrolio dell'economia digitale sia una metafora oppure una similitudine: di sicuro induce in errore e potenzialmente fa danni. In errore perché mette sullo stesso piano l'economia dei bit e quella degli atomi, mentre se si vuol capire qualcosa dell'economia

    – Franco Debenedetti

    Windows "impone" l'utilizzo di Edge e fa arrabbiare quelli di Firefox

    C'è maretta nel mondo dei browser. Nell'infinita lotta alla conquista del mercato - con Google che da quando ha lanciato Chrome s'è guadagnata una leadership molto solida - in questi anni si è assistito a un lento declino di Internet Explorer. Quello che anni fa era il browser per eccellenza, ha

    – Biagio Simonetta

    Casa pigliatutto nella spesa degli italiani

    Riflessivo, consapevole, con i prodotti di base nel carrello, ma una «Ypsilon 10» superaccessoriata in garage e un pc sulla scrivania, con tanto di browser

    – Chiara Bussi

    Gli esami dei «nativi digitali» e? quelli del '68

    Dopo essere andati alle urne per la prima volta nel maggio 2014 alle elezioni europee, i giovani nati nel 1996 affrontano quest'anno gli esami di maturità. Sono i "nativi digitali", la prima generazione cresciuta con internet . L'anno scorso, nella cabina elettorale, invece del tablet o dello

    – Piero Fornara

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