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    Effetto Covid sulle multinazionali made in Italy. Chi vince e chi perde

    Il Covid ha lasciato il segno sui bilanci delle multinazionali seguendo la scia degli spostamenti del virus. ... L'analisi condotta dall'Area Studi di Mediobanca tra 150 multinazionali con oltre 3 miliardi di fatturato fotografa una contrazione media del giro d'affari del 6,6% nel semestre. ... La contrazione delle vendite si è riflessa ovviamente anche sulla redditività con un'incidenza del risultato operativo sul fatturato calata, nell'insieme delle multinazionali, di 4,5 punti al 12,7%.

    – di Antonella Olivieri

    Dal lusso al casualwear: Marco Pirone è il nuovo ceo di Harmont&Blaine

    Marco Pirone, napoletano di origine, vanta rilevanti esperienze in multinazionali e importanti realtà italiane: è stato capo della regione Emea per Estée Lauder, dell'Europa per la divisione lusso di Coty, vicepresidente esecutivo di Kiton e amministratore delegato di Louis Vuitton Italia.

    – di Giulia Crivelli

    The Student Hotel: Firenze rinasce con giovani e smart worker

    L'avventura di The Student Hotel in Italia ha visto il contributo decisivo di Invest in Tuscany, l'ufficio della presidenza della Regione che si occupa da un decennio di supportare le aziende multinazionali che vogliono investire (e aprire una propria sede) in Toscana.

    – di Gianni Rusconi

    Coldiretti, nasce un Polo contro lo strapotere di poche multinazionali

    «Con il 75% del mercato degli agrofarmaci e il 63% di quello delle sementi nelle mani di sole tre multinazionali a livello mondiale è evidente la necessità per l'Italia di rafforzare il sistema dei Consorzi Agrari che sono l'unica... ...strapotere delle multinazionali nel mercato dei mezzi tecnici oltre che su mercati sensibili come quelli delle sementi che mette a rischio la sovranità alimentare e la biodiversità dei singoli Paesi».

    – di Vera Viola

    Istat: 500mila posti persi da inizio pandemia, un terzo delle imprese a rischio sopravvivenza

    Meno vulnerabili le imprese presenti sui mercati internazionali: il 28,5% di esportatori prevede gravi rischi nel breve periodo; il 27% nel caso di unità a elevata propensione all'export o che vendono su più mercati, il 21% nel caso di chi esporta nell'Ue e nell'extra-Ue, fino al 15,5% nel caso di imprese esportatrici appartenenti a un gruppo multinazionale.

    2024: il sorpasso della Cina sugli Stati Uniti e la rivincita della classe media asiatica

    Secondo i dati della Banca mondiale e del FMI, le multinazionali asiatiche come la cinese Huawei e l'indiana Tata contribuiranno ad aumentare il Pil dei rispettivi Paesi spingendole a occupare nei prossimi due anni la top five delle economie top. ... Le multinazionali asiatiche, come la cinese Huawei e l'India Tata, sono già emerse in questo secolo e si prevede che altre appariranno sulla scena globale.

    – Luca Tremolada

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