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Miles Davis

    Chi ha imparato abbastanza, non ha imparato niente

    Caro Diario, sono tornato a #Cip. E' stata, è e sarà una settimana piena di cose, anche se per molte ragioni non è facile ho intenzione di raccontartela come si deve, poi come sempre mi fai sapere se ti è piaciuta. DOMENICA 26 GENNAIO 2020 Comincio da domenica, come sai le storie non cominciano mai quando cominciano, persino quando non ci piace saperlo c'è sempre qualcosa prima che le ha fatte cominciare. In realtà potrei cominciare anche dall'ultima settimana di Dicembre 2019, quella in cui son...

    – Vincenzo Moretti

    Il «Miles gloriosus» del 1959

    Magari c'era anche del puro fiuto giornalistico, o forse è proprio una di quelle profezie che si autoavverano, ma l'anno di grazia 1959 era iniziato, almeno per gli americani, con una copertina della rivista «Esquire» destinata a entrare nella storia della cultura: «The Golden Age of Jazz»,

    – di Stefano Salis

    Tuck & Patti, la classe si fa jazz

    Niente trucchi: solo una grande voce black e una prodigiosa chitarra semiacustica. Ossia quelli che da buoni 40 anni sono gli ingredienti dell'esplosivo mix Tuck & Patti, duo statunitense che con l'esordio di Tears of Joy (1988) conquistò il rispetto degli appassionati di jazz, lo stupore dei

    – di Francesco Prisco

    Il corpo rinnovato del '900

    Spiccano i nomi di due grandi compagnie internazionali nella sezione danza del Ravenna Festival: la Martha Graham Dance Company e l'Hamburg Ballet di John Neumeier. Caposaldo della danza moderna novecentesca, il lavoro pionieristico di Martha Graham rivive nelle riprese filologiche dei brani di

    – di Roberto Giambrone

    Il talento di Gigi Tagliapietra e la ricetta dei miracoli ogni giorno

    Caro Diario, il mastro tecnologo Gigi Tagliapietra l'ho conosciuto un po' di vite fa, quando il web in Italia era ancora bambino e lui insieme a Fiorella De Cindio e Stefano Bonaga dava vita alle prime esperienze di rete civica nel nostro Paese. A proposito, girovagando sul web ho scovato questa lettera che Gigi e la De Cindio avevano scritto al prof. Bonaga nel 1994, ti consiglio di leggerla, non solo perché di queste cose qui tendiamo a perdere memoria, ma anche, direi soprattutto, perché la l...

    – Vincenzo Moretti

    Michel Legrand, la colonna sonora del cinema francese

    Michel Legrand è stato il solo, vero compositore impressionista del cinema del novecento, attratto dal colore più che dal disegno. Le sue partiture assomigliano alle tele di Manet, in particolare il celebre Dejeuner sur l'herbe che tanto diede scandalo nella sua apparente innocenza, rappresentando

    – di Riccardo Piaggio

    Inter-Napoli, tifoso morto e caso Koulibaly: questo calcio fa schifo

    Questo calcio fa schifo. Lasciatevelo dire da un tifoso, un appassionato tutt'altro che politically correct, uno che resta giù di morale tutta la settimana se la propria squadra perde. Quale sia questa squadra è dettaglio secondario, il tema è un altro, il solito: perché il pallone resta la zona

    – di Francesco Prisco

    Nell'anno del cibo la Festa Artusiana riflette sulla cucina "senza"

    «Impensabile solo fino a qualche decennio fa pensare a una cucina della "esclusione" (senza caffeina, glutine, grassi, lattosio, zucchero?la lista è lunga), ma i tempi della fame in Italia sono lontani». Scaturisce da questa riflessione la scelta della città natale di Pellegrino Artusi, che in

    – di Giambattista Marchetto

    Marcus Miller, il basso nel senso più alto del termine

    Il basso, nel senso più alto del termine. Per arrivarci, a quel livello, servono una grande mano destra, una prodigiosa mano sinistra, tanto cuore e al tempo stesso una testa fuori dal comune. Ci sono arrivati in pochi, tra questi senza dubbio Marcus Miller, virtuoso delle quattro corde e

    – di Francesco Prisco

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