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Metternich

    Mediolanum vicit 

    Proprio brutto lo scenario italiano di fine anno: disoccupazione al 9,8% (Germania 3,1%), quella giovanile al 27,7% (il doppio al Sud). Ascensore sociale sempre più  bloccato, fra i peggiori in Europa. Crisi di classe dirigente esemplare in Alitalia, Ilva o Atlantia. Credibilità politica ai minimi.

    Transformers?

    Il manifesto del Partito Comunista, scritto da Karl Marx e Friedrich Engels nel 1848, oltre al formidabile copyright "Proletari di tutti Paesi, unitevi", quel colpo di cannone che fece tremare le vene, e non solo quelle, alla borghesia d'allora - ma non a quella italiana che la conobbe soltanto a

    Nord e Sud sempre più lontani. Così l'Italia resta un'espressione geografica

    Nel 1847 il cancelliere austriaco Klemens von Metternich definiva l'Italia una mera "espressione geografica", riferendosi alla divisione e alla reciproca indipendenza che regnavano tra i diversi Stati presenti allora nella nostra penisola. Ancora oggi sopravvive l'idea di un'Italia come semplice espressione geografica, che rimanda alle differenze, a volte assai profonde, che caratterizzano il territorio ormai unificato da oltre 150 anni del nostro paese. Usando termini statistici, si può dire ch...

    – Tortuga

    Una Unione più flessibile per guardare avanti

    Due secoli fa, quando l'Italia era divisa in una miriade di Stati sovrani, uno sprezzante Klemens von Metternich disse: «L'Italia non è altro che un'espressione geografica». Oggi, a Pechino, Mosca, New Delhi e addirittura Washington c'è chi considera l'Europa allo stesso modo. Pur riconoscendo che

    – di Jean Pisani-Ferry

    «Attila» di Giuseppe Verdi aprirà la stagione della Scala

    Quest'anno la stagione della Scala si aprirà, la sera del 7 dicembre, con "Attila" di Giuseppe Verdi. Il maestro Riccardo Chailly l'ha scelta per ragioni artistiche, ma qui potremmo notare che si è aggiunto, data l'aria che tira in questi giorni, qualcosa di profetico. Perché? "Attila" non è

    – di Armando Torno

    Chailly: «Una partitura sinfonica sorprendente»

    Il ritorno di "Andrea Chénier" di Umberto Giordano alla Scala, dopo trentadue anni, è carico di significati. Il maestro Chailly ha scelto l'opera quale apertura della stagione del nostro massimo teatro, offrendole la Prima di Sant'Ambrogio. Ci ha detto: "Si tratta di un titolo rappresentativo del

    – di Armando Torno

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