Ultime notizie:

Max Alajmo

    Hostaria in Certosa, ancora un mese per godere al meglio la nuova Venezia

    Tornare finalmente a Venezia. Approdare alla Certosa e incontrare il sorriso ironico di Raffaele Alajmo, mangiafuoco da cartoon e delicato anfitrione, come ogni finto burbero che si rispetti. Colazione, pranzo, aperitivo con i più languidi tramonti lagunari, cena e after dinner alla Hostaria in Certosa. Una proposta a trecentosessanta gradi con il marchio di qualità della casa (tutto quanto ci si aspetta dai fratelli Max&Raf, dalle materie prime eccezionali alla cura del dettaglio) e un'atmosfe...

    – Fernanda Roggero

    L'accoppiata vincente Alajmo-Starck per il nuovo 10 Corso Como

    L'ultima di Philippe Starck: la trasformazione del bar-bistrot di Corso Como 10, icona della Milano anni '90 . Il geniale architetto e designer francese è stato coinvolto nel progetto dei fratelli Alajmo, che intendono rilanciare il posto, ristrutturandolo con la solita classe e un tocco di

    – di Maurizio Bertera

    La decadenza del cuoco

    La fine è la più importante; lo sa bene il "nostro" Gastronauta Davide Paolini, che chiude il suo Crepuscolo degli chef con la stella della sera, luminosissima, del firmamento culinario: Fulvio Pierangelini, grande uomo di cultura prima che cuoco, di cultura perché ne capisce di coltura. «Ho

    – di Camilla Tagliabue

    Massimo Bottura a un passo dal Paradiso, è il secondo miglior chef al mondo

    Otto spagnoli, sei americani, cinque francesi. Gli italiani sono tre, come i messicani e i cileni. Ma uno di loro è salito al secondo posto del podio, subito dietro i tre fratelli spagnoli che hanno riagguantato il primato. Svelati i 50Best, la classifica dell'alta cucina mondiale che, nonostante critiche e  polemiche, è la più attesa dell'anno. E Massimo Bottura, lo chef tristellato di Modena, è al secondo posto. Un riconoscimento importante per il carismatico patron dell'Osteria Francescana. ...

    – Fernanda Roggero

    Parigi val bene un caffè

    Parigi, oh cara, anzi ostica per i nostri prodotti, per i vini, per la cucina made in Italy. Questo è il pensiero ricorrente di tanti, di molti, soprattutto