Marco Alfieri è inviato e caporedattore del Sole 24 Ore. Dal 2018 al 2022 è stato responsabile del sito web. Nato a Varese nel 1973, giornalista professionista, ha lavorato per La Prealpina, Il Riformista, è stato inviato de La Stampa, direttore de Linkiesta e Content production manager in Eni. È autore di “Nord terra ostile. Perché la sinistra non vince” (Marsilio, 2008), “La peste di Milano” (Feltrinelli 2009), “Angeli, demoni e soldi pubblici: ascesa e declino di Don Verzè” (Feltrinelli 2011), “Spread & Paron: il nordest al tempo della grande crisi” (Marsilio 2012).

Luogo: Milano

Lingue parlate: Italiano, Inglese

Premi: Premio Giornalistico State Street 2018 - Categoria Innovation

Ultimo aggiornamento: 28 gennaio 2023
  • 17 gennaio 2023
    Sulla Statale 51 per Cortina, aspettando le Olimpiadi 2026

    24Plus

    24+ Sulla Statale 51 per Cortina, aspettando le Olimpiadi 2026

    Sulla strada “Alemagna” si trova il riassunto del nostro paese: la fragilità del territorio, gli abusi di potere stile Vajont, l’industrializzazione che ha fatto grande il Nordest, la bellezza dei luoghi che tutti ci invidiano, lo spopolamento e la crisi demografica, che non esiste solo in montagna

  • 11 luglio 2022
    Fratelli d’Italia?
  • 05 luglio 2022
    La vittoria del secolo. Come i mondiali di Spagna 1982 (non) hanno cambiato l’Italia e gli italiani

    Sport24

    La vittoria del secolo. Come i mondiali di Spagna 1982 (non) hanno cambiato l’Italia e gli italiani

    Un podcast in 5 puntate racconta la vittoria inaspettata degli azzurri che, sulle ali di Paolo Rossi, travalica decisamente lo sport, diventando il simbolo di un paese che esce dagli anni 70 del terrorismo, per entrare nei colorati anni 80: il riscatto del Made in Italy, del benessere e delle tv commerciali

    Il re delle pellicce

    PodcastItalia

    Il re delle pellicce

    Mi ha sempre incuriosito il cartellone pubblicitario “Annabella” a bordo campo nelle partite del mondiale spagnolo. In mezzo ai brand delle multinazionali dell'epoca faceva capolino una rampante pellicceria pavese, capace di sfruttare i nuovi canali del marketing e della pubblicità tv. La storia di Annabella e lo status symbol delle pellicce raccontano perfettamente l’uscita dell’Italia dagli anni 70 del terrorismo e l'ingresso nei colorati anni '80, il boom della Borsa, del made in Italy e delle tv commerciali.