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Luchino Visconti

Luchino Visconti di Modrone è nato il 2 novembre del 1906 a Milano ed è deceduto a Roma il 17 marzo del 1976, è stato un regista e sceneggiatore italiano.

E' considerato assieme a Roberto Rossellini ed a Vittorio De Sica uno dei padri del Neorealismo italiano.

Di origini nobiliari e figlio quartogenito del duca Giuseppe Visconti di Modrone e di Carla Erba, proprietaria della più grande casa farmaceutica italiana, frequenta il liceo classico Berchet di Milano, dove viene bocciato al ginnasio, per passare al Liceo classico Dante Alighieri diretto dalla famiglia Pollini.

Fin da ragazzo studia violoncello, sotto la guida del violoncellista e compositore Lorenzo de Paolis (1890 - 1965) e sente l'influsso del mondo della lirica e del melodramma, anche perchè il salotto di casa Visconti è frequentato, tra gli altri, da Arturo Toscanini mentre la residenza estiva di famiglia - collocata a Villa Erba nel comune di Cernobbio sul Lago di Como - viene frequentata da numerosi artisti durante il perido estivo.

Visconti inizia la sua carriera cinematografica nel 1936 a Parigi, come assistente alla regia ed ai costumi per Jean Renoir. Col grande regista francese Visconti contribuisce alla realizzazione di "Les basfonds" e di "Une partie de campagne", ereditando da Renoir l'influenza del realismo del cinema francese degli anno '30.

Avvicinatosi ad alcuni intellettuali del Partico Comunista, mette in cantiere insieme a Pietro Ingrao, Mario Alicata e Giuseppe De Santis, il suo primo film "Ossessione", ispirato al romanzo "Il postino suona sempre due volte" di James Cain.

Con "Ossessione" Visconti inaugura il filone epressivo cinematografico del neorealismo, che vede in lui uno dei maggiori rappresentanti.

Nel secondo dopoguerra Visconti è tra i collaborazionisti del movimento della Resistenza si da alla latitanza ed ospita presso le sue residenze numerosi antifascisti.

Nel 1948 realizza un film di denuncia delle disagiati condizioni sociali delle classi più povere, "La terra trema", adattamento dal romanzo "I Malavoglia" di Giovanni Verga.

Nel 1951 è la volta del film "Bellissima", tratto da un soggetto di Cesare Zavattini, con Anna Magnani e Walter Chiari.

Nel 1960 gira il film "Rocco e i suoi fratelli", che gli vale la vittoria del Gran Premio della Giuria a Venezia.

Nel 1962 esce il film "Il Gattopardo", tratto dal romanzo di Giuseppe Tomasi di Lampedusa, vincitore della Palma d'oro ed interpretato da Burt Lancaster e Claudia Cardinale.

Il suo ultimo film è "L'innocente", uscito nel 1976 e tratto dal romanzo omonimo di Gabriele d'Annunzio.

Il film ha visto la partecipazione, tra gli interpreti, di Giancarlo Giannini e Laura Antonelli ed è stato presentato fuori concorso al Festival di Cannes 1976, due mesi dopo la morte di Visconti.

Luchino Visconti ha vinto tra l'altro:

- 1 Leone d'Oro nel 1965 alla Mostra del cinema di Venezia per il film "Vaghe stelle dell'Orsa";

- 2 David di Donatello come migliore regista per i film "Morte a Venezia" (1971) e "Ludwig" (1973);

- 4 Nastri d'Argento come migliore regista per i film "Rocco e i suoi fratelli" (1961), "La caduta degli dei" (1970), "Morte a Venezia" (1972) e "Gruppo di famiglia in un interno" (1975);

- 4 Premi David Europeo, come migliore regia e miglior film, nel 1971, 1973 e 1975.

Dal 2003 le ceneri sono conservate, assieme a quelle della sorella Uberta, sotto una roccia sull'isola d'Ischia, nella sua storica residenza estiva "La Colombaia",

Ultimo aggiornamento 28 luglio 2016

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