Ultime notizie:

Jean Genet

    Addio al coreografo Lindsay Kemp, mentore di David Bowie e Kate Bush

    Fautore di un’estetica pop che anticipava il postmoderno accostando suggestioni e riferimenti colti al gusto pop dell’epoca, Kemp ha firmato e interpretato spettacoli indimenticabili come Flowers, ispirato a Jean Genet, Sogno di una notte di mezza estate da Shakespeare, Salomè da Oscar Wilde.

    – di Roberto Giambrone

    Profezie da Barcellona

    Gioca strani scherzi la cronaca, e così un libro uscito solo qualche mese fa - El niño del balcón. La Barcellona di Manuel Vázquez Montalbán - sembra venire dal passato (pur prossimo), oppure essere inesorabilmente proiettato nel futuro, «in un cuore-pancia di Barcellona che non c'è più, pezzo di

    – di Camilla Tagliabue

    Il funambolo di Genet danza sul filo della morte

    Jean Genet, vissuto nei bassifondi di Marsiglia, tra furti, sfruttamento della prostituzione e soggiorni più o meno lunghi in prigione, trovò nel teatro uno strumento perfetto per esprimere e contemporaneamente celebrare i suoi fantasmi. Emblematico è Il Funambolo, uno dei suoi testi sull'estetica,

    – Giuseppe Di Stefano

    «La doppia vita» di Giacometti

    Alberto Giacometti aveva una doppia vita: questa è una delle rivelazioni della grande mostra che apre questo fine settimana alla National Portrait Gallery, la prima mai dedicata solo ai ritratti dell'artista svizzero, con oltre 65 opere tra quadri e sculture.Nato nel 1901 a Borgonovo, vicino al

    – Nicol Degli Innocenti

    La bellezza di farsi guidare nelle città

    «A h! nessun diletto può? star a fronte di quello che si prova entrando in un paese sconosciuto, coll'immaginazione preparata a veder cose nuove e mirabili, con mille ricordi di fantastiche letture nel capo, senza pensieri, senza cure! Inoltrarsi in quel paese, spaziar collo sguardo, avidamente, da

    – Giuseppe Scaraffia

    Da Antonio Marras le servette di Genet

    Gli stilisti si ispirano quasi sempre a qualcuno per creare: uno dei più fervidi è Antonio Marras, che ha appena concluso la collaborazione con la Kenzo, il marchio controllato dal colosso Lvmh al qaule - forse - dedica il soundtrack finale di Eidth Piaf "Je ne regrette rien". Forse. Lo stilista di Alghero, appunto, pensa alle signore e alle servette della pièce "Les bonnes" di Jean Genet: le prime che si fanno belle, le seconde che rubano negli armadi quando le loro "padrone" sono fuori.  Marr...

    – Paola Bottelli

    Preludio von Trier

    La fine del mondo secondo il regista danese. "Mi sono divertito molto nel girare Melancholia", dice sulla Croisette

    – Marina Sanna

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