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Ingmar Bergman

    Morta Rossana Rossanda, voce libera di un '68 al femminile

    Fondatrice del «Manifesto», l'intellettuale comunista pose le donne al centro del dibattito politico. Tra recensioni di Bergman e la questione femminista. Gli ultimi giorni a Parigi e i pensieri sul disfacimento del corpo

    – di Eliana Di Caro

    I trucchi geniali dei maestri del cinema per fuggire dal mondo: ecco cosa facevano Buñuel, Bergman, Fellini e Welles

    In questi giorni sul web gira un video surrealista e assai spassoso: un papà in "clausura" da coronavirus, per sottrarsi alla propria figlioletta, si mimetizza dietro a un quadro portatile, dove sono dipinti i cuscini del divano su cui è disteso a leggere. Fuggire dal mondo è un richiamo istintivo, sul quale si sono esercitate le migliori menti escogitando bolle di sospensione, che sono un precedente consolatorio alla nostra "quarantena" quotidiana. Maestri del cinema come Federico Fellini e In...

    – Cristina Battocletti

    Il compito non facile di giudicare il medico

    Ne Il posto delle fragole di Ingmar Bergman, Isak Borg, illustre clinico, durante il viaggio per ricevere un premio alla carriera, ha un incubo: sottoposto a un severo esame di abilitazione, non ricorda nulla. Persino alla domanda su quale sia il primo dovere di un medico, egli balbetta finché non

    – di Carlo Melzi d'Eril e Giulio Enea Vigevani

    Il pescatore di perle e illusioni

    Da bambino ricevetti in dono un proiettore, scrive Ingmar Bergman in Lanterna magica, autobiografia del 1987 (Garzanti, 2008). E subito rievoca immagini di allora, ombre e fantasmi nati dall'educazione ricevuta dal padre, pastore luterano incupito dal senso del peccato. In un pomeriggio di fine

    – di Roberto Escobar

    Il premio Oscar Dante Ferretti: «Così ho fatto rinascere il Fulgor di Fellini»

    Sullo schermo i muscoli a petto nudo - fotografia patinata, perfetta, di Bartolomeo Pagano - muovono i sorrisetti delle signore. Mentre gli uomini chissà. In sala c'è anche Urbano Fellini, è lì con suo figlio. Per il piccolo Federico è la prima volta. La prima volta al cinema, la prima volta che

    – di Serena Uccello

    Infanzia abbandonata

    Un albero spoglio con mille dita scheletriche e nere appare dal basso come un re afflitto da una feroce solitudine. E' l'inizio di Loveless, nei cinema dal 6 dicembre, di Andrey Zvyagintsev. Il regista russo conosce bene la Natura desolata: è nato a Novosibirsk, in Siberia; più vicino alla Mongolia

    – di Cristina Battocletti

    Antonio che dà consigli e ama le cose semplici

    Caro Diario, quello che mi è piaciuto quando ho ascoltato la prima volta Antonio Pezzano e poi ho cominciato a leggere i suoi articoli, ad esempio su Officina Turistica, gli ultimi li trovate qui, è che tu lo ascolti, o lo leggi, e impari delle cose. E mi è piaciuta anche, tanto, l'ostinazione con la quale nelle cose che fa dà valore a due parole che troppo spesso trascuriamo: profondità, per esempio dei ragionamenti, e diversità, per esempio delle fonti e dei punti di vista. Come dici? Il fatt...

    – Vincenzo Moretti

    Monicelli non le mandava a dire

    Il mio sogno? Essere Luis Buñuel. Così nel 2004, quasi novantenne, racconta Mario Monicelli a Sebastiano Mondadori. Quell'intervista, pubblicata nel maggio 2005, poco prima della sua morte, viene ora riedita dal Saggiatore. Un'ottima occasione per ritrovare l'opera e l'intelligenza di uno dei

    Sentirsi a casa nella musica

    Edgar Reitz, ideatore e regista di una fra le più grandi (forse, la più grande, e non soltanto per le dimensioni narrative e la complessità delle figure agenti) saghe cinematografiche, è nato a Morbach nel Rhein-Pfalz (Palatinato Renano) martedì 1° novembre 1932. Morbach è una cittadina, o meglio,

    – Quirino Principe

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