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Hugo von Hofmannsthal

    Uomo diventa lupo

    Quando, dopo aver discusso del concetto di archetipo in Jung, un'amica mi ha consigliato di leggere Uomo diventa lupo (trad. Raul Montanari, Adelphi, ?26) di Robert Eisler, ho insipidamente pensato di trovare scritti sulla ferocia, a partire dalla famigerata espressione latina "homo homini lupus". Quando mi sono trovato in mano il volume - un saggio di oltre 400 pagine - mi sono accorto invece di avere davanti un corpus raro. Il saggio di Eisler si configura infatti come estensione, pletora, un...

    – Mauro Garofalo

    Signora di Ninfa e del «Gattopardo»

    Tornata dopo la guerra a Roma, volle subito prendere parte attiva alla ricostruzione, promuovendo la rivista «Botteghe Oscure», che uscì dal 1948 al 1960. Gli fu preziosa l'assidua collaborazione di Giorgio Bassani. Ma la partecipazione italiana fu corale. Per semplificare è sufficiente trarre

    – di Piero Craveri

    Quell'idea di Europa che ancora unisce

    Mai come in questo momento, a poche settimane dal voto con cui è stato rinnovato il Parlamento europeo, sarebbe necessario ripensare al discorso che Hugo von Hofmannsthal pronunciò il 10 gennaio 1927 nell'Aula magna dell'Università di Monaco. «Non è l'abitare sul suolo natio né il contatto fisico

    – di Giuseppe Lupo

    Ecco i versi di Sonne che stregò Canetti

    «Ogni giorno offre al successivo un sole ardente,/ una notte dopo l'altra riversa stelle,/ sulle labbra di pochi solitari si ferma una poesia:/ per sette vie ci dividiamo e per una sola facciamo ritorno». Sublimi, rapinose, ieratiche, le undici poesie che Avraham Ben Yitzak pubblicò in vita, nella

    – di Lara Ricci

    Gettando lo sguardo sulle immagini. Tra etica e complessità della comunicazione

    Come ho avuto modo di scrivere in passato: «La realtà in cui viviamo e agiamo è una realtà che tendiamo a percepire come "naturale", così come spesso identifichiamo come "naturali" processi che, al contrario, sono "culturali" e che scaturiscono da complesse dinamiche di produzione sociale dei codici e dei simboli condivisi. Possiamo senz'altro affermare che questa realtà empirica è la risultante di un processo di semiosi illimitata in cui questa viene totalmente e completamente "etichettata": in...

    – Piero Dominici

    Stuck, l'apripista secessionista

    Ha raggiunto minore notorietà della sua omologa fondata da Gustav Klimt, ma la Secessione di Monaco di Baviera fu l'apripista di almeno altri due movimenti modernisti: quello di Berlino e quello di Vienna. Creata nel 1892, ebbe come figura centrale, e come principale animatore, Franz von Stuck:

    – di Flavia Foradini

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