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Herat

    La mia ritirata dall'Afghanistan

    "Il governo ti invita ad assistere al ridispiegamento del nostro contingente in Afghanistan", mi disse al telefono il butterato Pichomkin al desk italiano del ministero degli Esteri, sulla Smolenskaja. Il "ridispiegamento" era un vero ritiro e il "contingente" erano i 115mila uomini dell'OKSVA, l'acronimo russo di Contingente Limitato delle Forze Sovietiche in Afghanistan: cioè la 40^ Armata, la storica 40-y Obshchevoyskovaya Armiya caricatasi di gloria contro i nazisti sul Dniepr e a Kursk. Nel...

    – Ugo Tramballi

    Maggio 1988, il mio ritiro dall'Afghanistan

    «Una notte, fummo caricati su un Antonov dell'esercito. Senza luci di posizione e nella cabina completamente buia, l'aereo decollò per Shindand, a Ovest, non lontano dal confine iraniano. Era la base sovietica più grande dell'Afghanistan: vent'anni più tardi lo sarebbe stata anche della Nato e avrebbe visto un'altra grande ritirata»

    – di Ugo Tramballi

    L'Afghanistan, e il liberismo

    No, non è colpa del liberismo se l'occupazione dell'Afghanistan è finita male. E' stata una classica operazione militare, in cui si è tentato di colpire i gruppi terroristici talebani e, parallelamente, effettuare operazioni di peacekeeping nelle aree effettivamente controllate dagli alleati. Si è anche cercato di dar vita a uno stato nuovo e a ricostruire l'economia, creando un settore dei servizi e favorendo un'élite cittadina, nella speranza che trainasse - al momento opportuno - l'intero paes...

    – Riccardo Sorrentino

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