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Giuseppe Scaraffia

    Se in passerella sfila la vita

    In un libro ricco di immagini, Sofia Gnoli ha raccolto storie, saggi e testimonianze su un mondo in continua oscillazione tra l'eterno e l'effimero

    – di Maria Luisa Colledani

    Madame Bovary c'est moi

    «Donna. - Persona dell'altro sesso. Una delle costole di Adamo. Non dite: "Mia moglie", ma "La mia sposa" o, meglio ancora, "La mia metà"». Scriveva Gustave Flaubert - di cui quest'anno ricorrono i due secoli dalla nascita - nel Dizionario dei luoghi comuni, liquidando tutta la stupidità riduttiva

    – di Giuseppe Scaraffia

    L'Oriente, che malinconia!

    Gérard de Nerval. Incapace di adattarsi alla normalità e per sfuggire all'inquietudine, nel 1843 partì per confrontare la realtà con i sogni di lettore accanito: la delusione fu inevitabile

    – di Giuseppe Scaraffia

    La matrioska di Proust

    Quando, nella primavera del 1896, i compagni di scuola di Marcel Proust videro il suo primo libro, I piaceri e i giorni, tirarono un sospiro di sollievo. Come tutti i mediocri, conoscevano perfettamente le leggi non scritte del mondo intellettuale e potevano constatare che Proust, senza saperlo, le

    – di Giuseppe Scaraffia

    Quando Balzac recensiva Stendhal

    Entrambi si erano riconosciuti al primo sguardo tra la folla insignificante dei salotti. Entrambi si sentivano soffocare nell'epoca satura di conformismo. Entrambi avevano occhi scintillanti d'intelligenza e di ironia. Ma per un'ironia della sorte entrambi avevano un aspetto assolutamente banale.

    – di Giuseppe Scaraffia

    Che stoffa quel poeta!

    Fuori faceva molto caldo, ma la penombra del Vittoriale garantiva una certa freschezza. Gabriele d'Annunzio stava parlando dei profumi che intendeva distillare, ma aveva notato nel suo visitatore, il dandy francese Marcel Boulenger, una certa perplessità: i profumi non sarebbero sembrati una

    – di Giuseppe Scaraffia

    Il coraggio di essere dandy

    «Per tutti gli anni della mia triste giovinezza, Huysmans è stato per me un compagno, un amico fedele; non ho mai dubitato di lui, non sono mai stato tentato di abbandonarlo», scrive Michel Houellebecq nel suo ultimo libro, Sottomissione, in cui quest'autore disgustato dalla vita riaffiora senza

    – di Giuseppe Scaraffia

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