Le nostre Firme

Giuseppe Lupo

    (S)ragionare per slogan, una malattia del lessico contemporaneo

    Non so se sia la paura per la pandemia o se piuttosto non sia un segno della cosiddetta "cultura orizzontale" - quella della reta internet, priva di filtri e dall'aspetto frammentario - di cui già tempo fa discutevano Giovanni Solimine e Giorgio Zanchini in un saggio omonimo, pubblicato da Laterza.

    – di Giuseppe Lupo

    Le cose che hanno accompagnato l'Italia nella modernità

    «Io la superiorità la misuravo in base alle cose»: è questa la frase che Nanni Balestrini fa pronunciare al protagonista di Vogliamo tutto, un romanzo sulla rabbia operaia, che festeggia cinquant'anni di vita nel segno di una vicenda ambientata nella Torino dell'autunno caldo. La frase, nella sua

    – di Giuseppe Lupo

    L'eredità di Adriano e il Novecento che non abbiamo avuto

    Dovrebbe invitare a una riflessione il fatto che ogni occasione torni utile per ricordare la figura di Adriano Olivetti, nato l'11 aprile di 120 anni fa, a Ivrea. Non credo si tratti solo di un'esigenza celebrativa, piuttosto il segnale di una necessità: quella di rinnovare il magistero di un uomo

    – di Giuseppe Lupo

    Franco Cassano e la filosofia meridiana

    Il destino ha voluto che il nome di Franco Cassano, sociologo, professore universita-rio, scomparso ieri, a Bari, all'età di 77 anni, fosse inesorabilmente legato al Mediter-raneo in virtù dei suoi libri, uno in particolare, Il pensiero meridiano, uscito nel 1996. Eppure Cassano era di origini

    – di Giuseppe Lupo

    Se finalmente torna il tempo dei costruttori

    Durante il discorso di fine anno c'è stato un momento in cui le parole del Presidente Mattarella, proprio mentre dichiaravano aperto «il tempo dei costruttori», sembravano ricapitolare le sorti di un intero secolo. Il monito a erigere i presupposti per una nuova epoca nasceva dalla condizione che

    – di Giuseppe Lupo

    La fabbrica di Adriano e i fini dell'impresa

    C'è una domanda che Adriano Olivetti pronunciò ad alta voce, il 23 aprile del 1955, mentre inaugurava lo stabilimento di Pozzuoli: «Può l'industria darsi dei fini?». La risposta, per quanto non scontata, presupponeva che il modello di umanesimo industriale, in cui egli credeva, aveva obiettivi

    – di Giuseppe Lupo

    Bomber fragile di una vittoria «impossibile»

    Dicono che Enzo Bearzot conservasse l'abitudine, ricevuta dai tempi in cui frequentava il liceo, di leggere Plutarco, Strabone, Svetonio, Senofonte, Tacito e tanti altri storici greci e latini. Dicono che dalle pagine in cui si raccontavano le battaglie avesse tratto ispirazione per schierare la

    – di Giuseppe Lupo

    Addio a Pablito, bomber fragile di un'impresa impossibile

    Dicono che Enzo Bearzot conservasse l'abitudine, ricevuta dai tempi in cui frequenta-va il liceo, di leggere Plutarco, Strabone, Svetonio, Senofonte, Tacito e tanti altri storici greci e latini. Dicono che dalle pagine in cui si raccontavano le battaglie avesse tratto ispirazione per schierare la

    – di Giuseppe Lupo

    La modernità strappata: 40 anni dal sisma che sconvolse il sud

    Per una parte di mondo, esteso più o meno quanto le provincie di Avellino, Potenza e Salerno - un comprensorio di terre dove il mar Tirreno recita la parte dell'intruso poiché la condizione umana obbedisce alla grammatica dell'Appennino anziché a quella delle coste -, ci sono orologi ancora fermi

    – di Giuseppe Lupo

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