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Gideon Rachman

    Da «America first» ad «America da sola»

    L'America può fare da guida al mondo senza alleati? Questa è la domanda che sorge dalla decisione del presidente degli Stati Uniti Donald Trump di ritirarsi da un accordo internazionale messo a punto con grande fatica per contenere le ambizioni nucleari dell'Iran.

    – di Gideon Rachman

    «America first» sta diventando «America da sola»

    L'America può fare da guida al mondo senza alleati? Questa è la domanda che sorge dalla decisione del presidente degli Stati Uniti Donald Trump di ritirarsi da un accordo internazionale messo a punto con grande fatica per contenere le ambizioni nucleari dell'Iran.

    – di Gideon Rachman

    Perché economia significa giustizia

    In piena crisi dell'euro, l'ex premier italiano Mario Monti ripeteva che parte del problema era che «per i tedeschi, l'economia è un ramo della filosofia morale». Voleva dire che anziché risolvere il problema, i tedeschi preferivano cercarne il colpevole, facendo notare che in tedesco la parola

    – di Gideon Rachman

    Trump, Xi e il canto delle sirene del nazionalismo

    "Non onorerò della mia presenza alcun evento che manchi di rispetto nei confronti dei nostri soldati? o del nostro inno nazionale". Così ha detto Mike Pence, vice presidente degli Stati Uniti, una volta uscito da uno stadio nel quale il mese scorso doveva disputarsi una partita di football

    – di Gideon Rachman

    Trump non è un contrattempo della storia

    Nello sforzo di attribuire un senso alla presidenza Trump, continua a spuntare nella mia testa una citazione del Macbeth di Shakespeare: «Una favola/ raccontata da un idiota, piena di rumore e di furore/ che non ha senso alcuno». Potrebbe forse servire un giorno come epitaffio adatto per il periodo

    – di Gideon Rachman

    Trump, Xi e Merkel, una poltrona per tre

    Il primo vertice dei leader del G20 si tenne a Washington alla fine del 2008. Anche se la credibilità degli Stati Uniti era stata intaccata dal tracollo della Lehman Brothers e dalla guerra in Iraq, non c'era dubbio che il leader più importante in quella sala fosse il presidente Usa George W. Bush.

    – di Gideon Rachman

    Nel duello Macron-Le Pen la tendenza comune a tutto il mondo

    Il primo turno delle elezioni per la presidenza della Francia ha confermato la nuova tendenza della politica internazionale: di Paese in Paese, la divisione politica più importante non è più tra sinistra e destra, ma tra nazionalisti e internazionalisti. L'anno della svolta per i nazionalisti è

    – di Gideon Rachman

    Trump e il rischio di mettere la Corea del Nord in un angolo

    Nel 1950, una combinazione di parole fraintese da Washington e di errori di calcolo commessi da Pyongyang portò allo scoppio della guerra di Corea. Oggi, mentre il mondo contempla l'eventualità che nella penisola coreana possa esplodere un altro conflitto, il rischio è che i governi di Stati Uniti

    – di Gideon Rachman

    Donald, la Ue e l'autarchia

    Quasi tutti gli analisti politici sono critici verso Trump: chi per le sue menzogne inutili e indifendibili, chi per avere dilapidato in 17 giorni quello che l'America si era conquistata in 70 anni di soft power, chi per gli alleati ingiustamente umiliati (Messico) e i nemici spericolatamente

    – di Franco Debenedetti

    Il loro inconsapevole agente a Washington

    Tutto si può dire di Donald Trump 45 ma non che manchi di coerenza. Il candidato che per mesi non aveva mai smesso di stupire sparandole grosse, le più grosse possibili e oltre l'immaginabile, è sempre lo stesso: anche da presidente degli Stati Uniti. Almeno in questi primi giorni di amministrazione. A molti sarà venuto in mente Lenin a San Pietroburgo nell'Ottobre '17, ascoltando il passaggio del discorso inaugurale dove Trump ha gridato che avrebbe trasferito "il potere da Washington D.C. a v...

    – Ugo Tramballi

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